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venerdì 8 gennaio 2021


«Dimissioni di Battelli, c'è un messaggio da cogliere»

"I giocatori ci sono, molti dei quali di livello e qualità, ma é la squadra che non gira; è come se per il nostro settore, per la nostra filiera, riuscissimo ad arrivare spesso al limite della area di rigore della squadra avversaria senza riuscire a passare la palla a chi deve segnare e portare il risultato. E così negli anni ci siamo fatti sorpassare di gran lunga dalla Spagna e da altri Paesi che hanno dimostrato capacità decisionali e di approccio unitario a noi abbastanza sconosciuti". Utilizza una metafora calcistica Francesco Cera, direttore generale del Maap e Accademico corrispondente dei Georgofili per commentare le dimissioni di Nazario Battelli dal vertice dell'organismo interprofessionale Ortofrutta Italia: evento che, una volta ancora, ha portato alla ribalta il tema, annoso, dell'aggregazione.

"Non conosco il presidente Battelli né il caso specifico, però dalle sue parole traspare una sorta di messaggio al sistema nazionale dell'ortofrutta che in generale, in tutti gli ambiti - dalla produzione al commercio - fatica a concretizzare i risultati".


Nazario Battelli. In apertura Francesco Cera

"Sono convinto - aggiunge Cera - che gli atavici problemi che da sempre lamentiamo per il nostre settore e per quello agricolo nascono da due parole chiave: mancanza di vera progettualità condivisa e conseguente efficace comunicazione". E argomenta: "Spesso la comunicazione é fine a se stessa, veloce e di impeto sui problemi del momento, dettata talvolta anche da mera volontà di apparire: così facendo, rischia di restare vuota ed autoreferenziale. La stessa, invece, dovrebbe essere l’ultimo atto di un lavoro di lunga, faticosa, analisi e disamina (le cose difficili da sempre costano tempo e fatica...) che troppo spesso ahimè trascuriamo. Forse perché apparire paga di più che non l’essere, parodiando il filosofo Erich Fromm...".

"Rinunciare  all'autoreferenzialitá, lavorare analiticamente e in team trasversale, che é proprio lo scopo per cui é nata l'Organizzazione Interporfessionale,  evidentemente per noi italiani risulta difficile", scrive Cera. "E così troppo spesso restiamo indietro rispetto a Paesi che non sono più bravi di noi, anzi, ma hanno procedure e sistemi più unitari ed organizzati. Lo dicevano i funzionari della Toyota quando gli americani, increduli, chiedevano come mai la realtà giapponese avesse in pochi decenni soppiantato la Ford nella leadership automobilistica mondiale: la risposta era che le fabbriche nipponiche facevano affidamento su singoli operai ai quali era stato insegnato a lavorare e sviluppare le produzioni con due semplici obiettivi, massimo valore al cliente e maniacale lotta agli sprechi nei tempi e modi della produzione".



"Cosa posso fare oggi e domani per dare valore al mio prodotto e al mio cliente?" chiede Cera. "Forse questa é la domanda chiave con cui ognuno di noi, nell'ambito delle responsabilità e del ruolo che riveste nella filiera, dovrebbe confrontarsi quotidianamente. Potremmo migliorare di molto il nostro operato recuperando terreno rispetto ai tanti, troppi Paesi concorrenti che ci stanno soppiantando".  

"La risposta ai nostri storici problemi - aggiunge direttore del Mercato di Padova - potrebbe arrivare proprio da una nuova mentalità con cui affrontare questo non facile 2021, cercando una svolta all'insegna dell'efficacia e della concretezza. Altrimenti, ahimè, saremo costretti a restare nella corsia di destra della autostrada senza riuscire ad entrare in quella di sorpasso"."Noi italiani abbiamo doti inimmaginabili - conclude Cera - Dobbiamo solo fermarci, organizzarle e metterle in pratica. Per tornare a essere vincenti in Europa e nel mondo!".

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