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mercoledì 23 dicembre 2020


Covid, la territorialità «tira» sempre di più

Il Covid ha reso la territorialità un valore ancora più influente sulle scelte di acquisto di prodotti agroalimentari. Lo conferma l'ultima ricerca della società Nielsen, relativa al canale della Gdo, che ha messo in luce una tendenza importante dei primi 10 mesi del 2020, vale a dire il fatto che le vendite dei marchi a diffusione locale crescono di più della media del mercato.

Secondo lo studio, pubblicato nei giorni scorsi da Il Sole 24 Ore, i fatturati delle imprese del food che realizzano almeno il 65% delle loro vendite all'interno di una sola Regione sono incrementati mediamente dell'8% da gennaio ad ottobre 2020, rispetto al pari periodo dell’anno precedente. Una percentuale superiore di 2,4 punti percentuali rispetto alla crescita del mercato totale. 

Il cluster di queste aziende ha pesato per il 5,5% del giro d'affari complessivo del grocery sviluppato da supermercati e ipermercati. E se si considerano solo i primi 40 fornitori regionali per fatturato, allora si può scoprire che essi sono i best performer del food: nel 2020 hanno superato i 431 milioni di euro di sell-out, il 10,3% in più rispetto ai primi 10 mesi del 2019. Nicola De Carne, retail client business partner di Nielsen, spiega: “Questi campioni del territorio sono realtà molto radicate a livello locale e, in questi mesi di pandemia, sono state premiate dai consumatori che hanno preferito i loro prodotti ritenendoli più sicuri e garantiti".



Tra i top performer della classifica Nielsen spicca la Delfanti di Monticelli d’Ongina (Piacenza), importante realtà attiva nella produzione e nel commercio di aglio, scalogno, cipolle borettane e cipolle. “Da sempre la nostra azienda crede nei prodotti territoriali del Piacentino e della vicina Lombardia, ma direi più in generale dell’Italia - commenta a Italiafruit News Francesco Delfanti, responsabile vendite - Non a caso, il nostro assortimento si avvale di tantissime specialità: dall’aglio bianco piacentino allo scalogno piacentino, dall’aglio rosso di Nubia alla cipolla ramata di Montoro, dell’aglio di Sulmona all’aglio Polesano Dop, per arrivare a quello di Voghiera Dop e alle cipolle bianche, rosse e dorate piacentine”.

“La Lombardia è un territorio per noi strategico dal punto di vista della vicinanza logistica. Una Regione dove abbiamo tanti clienti della Gdo, e non solo, assieme ai quali lavoriamo per fare conoscere meglio i migliori bulbi d’Italia con maggiore stabilità e costanza nel tempo. I nostri prodotti vengono comunque distribuiti in tutte le regioni del Nord Italia e anche in alcune regioni del Centro e del Sud”.

Puntando l’attenzione sui risultati dell’anno in corso, la Delfanti prevede di chiudere il bilancio 2020 con una crescita del fatturato, dovuto proprio al maggior interesse dei consumatori verso le produzioni di origine italiana. “L’italianità è un valore sempre più importante non solo nostro Paese, ma anche all’estero - conclude il responsabile - Negli ultimi mesi abbiamo infatti aumentato in maniera significativa le esportazioni di aglio e scalogno italiani, richiesti soprattutto nelle versioni biologiche. La crescita della domanda ci porterà sicuramente ad ampliare gli investimenti sulle coltivazioni nazionali”. 


Produzioni di aglio bianco piacentino della Delfanti

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