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venerdì 6 novembre 2020


Gli spagnoli pagano un conto salato per l’ortofrutta

Se l’inflazione dei prodotti ortofrutticoli italiani in Gdo ha dominato sulle pagine dei media nazionali durante la prima ondata di Coronavirus, è il caso di ampliare la valutazione anche alle catene oltreconfine. E se il prodotto spagnolo da sempre fa rima con prezzi bassi, ora anche il Paese iberico ha modificato il registro e le quotazioni più alte riguardano frutta e verdura.


Un reparto ortofrutta di Eroski 

Come riporta un dossier realizzato dal quotidiano spagnolo El País (clicca qui per approfondire), il prodotto alimentare che ha registrato la crescita di prezzo maggiore è rappresento dalle arance da tavola, le cui quotazioni sono aumentate del 46% rispetto allo scorso anno.
Sul podio rientrano anche il cavolfiore (il cui prezzo è aumentato del 40%) e i limoni (in salita del 38%). Seguono le pere, con quotazioni in crescita del 34% e i kiwi, che registrano un aumento del 30%.

Tra le referenze più convenienti, rientrano tutti i prodotti private label, le cui quotazioni hanno registrato un aumento di appena l’1,4%. 


Un reparto ortofrutta di Mercadona

Lo studio riporta anche un dato dell’organizzazione dei consumatori Ocu, secondo cui le famiglie spagnole hanno speso un 2,8% in più per riempire il carrello rispetto all’anno scorso. 
In particolare, tra le catene spagnole che più di tutte hanno ritoccato i prezzi al rialzo, si ritrovano Mercadona, Supersole, Center ed Eroski: qui le quotazioni sono salite di un 3,5%. Ad abbassare i prezzi solo Carrefour e i supermercati Carrefour Market, nonostante le catene più economiche siano state Alcampo e Supeco.

Il rapporto, che mette in relazione questi aumenti all '"impatto del coronavirus", stima una spesa familiare annua di 5150 euro

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