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giovedì 8 ottobre 2020


Biofumigazione, lotta green ai nematodi

Difendere la fertilità del terreno e combattere i parassiti che si annidano sotto terra con una tecnica green, senza l'utilizzo della chimica: la biofumigazione. Proprio questa tecnica è stata al centro di un recente webinar a cura del Crpv nell’ambito del progetto europeo Best4Soil. In particolare gli esperti si sono soffermati sulla lotta ai nematodi e ai piccoli insetti terricoli che minacciano le coltivazioni ortofrutticole utilizzando biomasse provenienti da piante da sovescio.

La biofumigazione, come emerso dalla relazione di Silvia Paolini di Astra Innovazione e Sviluppo, è molto interessante  per l'agricoltura biologica. “Questa tecnica - ha spiegato - permette di garantire una maggiore sanità dei terreni senza utilizzare prodotti chimici di sintesi, oggi sempre meno disponibili causa le restrizioni d’impiego legate all’impatto ambientale di tali prodotti”.

“La fertilità del terreno è cruciale per lo sviluppo delle colture - hanno invece spiegato i ricercatori del Crea-CI - In questo contesto i sovesci non sono importanti solo per l’apporto di sostanza organica, ma danno vita a biomasse biologicamente attive che, a seconda delle specie utilizzate, possono apportare al terreno alcaloidi, terpeni, glucosidi, tannini che sono in grado di incrementare la resistenza dell’agro-sistema agli attacchi biotici. È il caso del Raphanus sativus spp oleifermis (rafano, dalla spiccata azione nei confronti dei nematodi del genere Meloidogyne ed Heterodera), della Brassica juncea (Senape indiana, attiva sugli oomiceti ed in particolare contro Phytopthora cactorum, Sclerotinia, Rhizoctonia, Pythium), della Sinapis alba (senape bianca, che mostra una buona azione nematocida specialmente nei confronti dei nematodi del genere Heterodera), della Phacelia tenacetifolia (facelia), della Eruca sativa (rucola) del Sorghum bicolor (sorgo), del Sudangrass (sorgo sudanese) e della Crotalaria juncea. Importanti sono anche le opportunità offerte da farine e pellet quando non sia possibile realizzare il sovescio o per rinforzare l’azione di tali tecniche”.

L’efficacia della biofumigazione è stata evidenziata anche da Giovanna Curto del Servizio Fitosanitario regionale presentando le prove realizzate “in vitro” e “in vivo” in Emilia Romagna da oltre 30 anni, sull’impiego di piante allelopatiche nel controllo dei nematodi galligeni, in particolare del genere Meloidogyne. Ai risultati interessanti delle prove condotte in collaborazione con il Crea-CI utilizzando le più note brassicacee si sono aggiunti anche quelli di prove che hanno visto l’utilizzo di sorgo sudanense e crotolaria: quest’ultima, in qualità di leguminosa, esercita anche un’azione azotofissatrice”.

Il progetto Best4Soil che ha come obiettivo la costituzione di una rete tematica di tecnici e professionisti operanti in tutta Europa sulla tutela della salute del suolo: “Best4Soil – spiega Maria Grazia Tommasini, responsabile delle produzioni integrate e biologiche del Crpv - vuole promuovere buone pratiche per migliorare la salute e biodiversità del suolo a vantaggio delle produzioni agricole e per ridurre l’impiego di input chimici fra cui ad esempio fertilizzanti, geodisinfestanti ed erbicidi. Il progetto, a valenza europea, coinvolge 22 Paesi dando vita a una rete virtuosa di confronto e scambio fra ricercatori, tecnici e produttori agricoli per massimizzare l’applicazione di buone pratiche a vantaggio dell’intera collettività e per contribuire a ridurre il problema dell’effetto serra attraverso misure che favoriscono l’aumento della sostanza organica nel terreno e quindi il sequestro del carbonio finalizzate a fronteggiare effetti negativi causa del cambiamento climatico”.

Per saperne di più è possibile rivedere la registrazione integrale del webinar
https://www.youtube.com/watch?v=BE4UG4nsxBE e visitare il sito del progetto Best4Soil (https://www.best4soil.eu/) dove, previa registrazione gratuita, si potrà accedere ai servizi messi a disposizione degli utenti.

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