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Cipolla rossa di Acquaviva martedì 14 luglio 2020


Cipolla rossa di Acquaviva, debutto con bulbi meravigliosi

Stelo ripiegato su stesso, la raccolta può partire. Dal primo luglio in Puglia è iniziata la raccolta della Cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti e, come spiega il referente del presìdio Slow Food, Vito Abrusci, quest'anno le pezzature sono particolarmente sviluppate.

"Magari non avremo volumi importanti, ma se le cose continuano così anche se non avremo tanta quantità il prodotto distribuito sarà a dir poco meraviglioso. I bulbi sono sviluppati: diversi superano il chilo e mezzo e sono molto omogenei tra loro. Merito delle piogge arrivate al momento giusto, che hanno lasciato il terreno morbido e soffice per lo sviluppo della cipolla".



L'andamento climatico è stato favorevole, la raccolta procede spedita anche per evitare qualche spiacevole furto, che ogni anno colpisce le campagne del Barese. "Ma finora - dice con prudenza Abrusci - le cose vanno meglio dell'anno scorso".



Il vero problema, come ha dichiarato il referente di Slow Food alle telecamere della Rai, sono le cipolle contraffatte: se nell'areale di Acquaviva si producono circa 1350 quintali di cipolla rossa per un valore di 400 mila euro, il prodotto non a marchio vale altrettanto. "C'è una concorrenza spietata e ingiusta, è un vero peccato - rimarca Abrusci invitando a diffidare dei bulbi che non rispettano il Disciplinare di produzione della Cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti - Occhio al bollino della vera Cipolla rossa di Acquaviva". Il prodotto è richiesto in Italia e all'estero, soprattutto in Germania, Francia e Austria.



Ora è in fase di decollo la campagna del prodotto fresco, ma il gusto inimitabile della vera Cipolla rossa di Acquaviva si può apprezzare tutto l'anno. "Da qualche tempo - ricorda il referente del presìdio - trasformiamo la nostra cipolla per dare continuità al consumatore nell'utilizzo di questo prodotto: prima fresco e poi con i trasformati. Parliamo di crema di cipolla, mostarda di cipolla, cipolla in agrodolce ottenuta dai bulbi più piccoli, per arrivare al patè di ceci e cipolla, una sorta di Nutella. Molto interessanti sono infine lo sponzale sottolio e - conclude Vito Abrusci - lo sponzale scottato sottaceto".

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