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lunedì 15 giugno 2020


«La frutta estiva non si compra col giubbotto»

Il perdurante maltempo della scorsa settimana ha limitato fortemente la domanda di frutta estiva nei Mercati all’ingrosso del Nord Italia, con una situazione che è peggiorata di giorno in giorno e che ha toccato il suo momento peggiore venerdì 12 giugno, quando in diversi posteggi si è riscontrata la presenza di molta merce invenduta di angurie, meloni, pesche, nettarine e albicocche. 

Solo le ciliegie, nell’ambito della categoria della frutta estiva, sono state cedute senza problemi con i prezzi del prodotto top di gamma che hanno registrato un rialzo nella giornata di venerdì, superando in molti casi i 5-6 euro il chilo. 

Il melone, invece, è stato l’articolo più penalizzato dal brutto tempo della scorsa settimana: in pochi giorni, i valori medi scesi infatti crollati di circa un euro il chilo per tutte le tipologie, con il retato che si è posizionato perfino sotto l’euro. 



L’offerta nazionale di meloni, come quella di pesche, nettarine e albicocche, non manca. La qualità sembra mediamente buona. Anche se in merito alle produzioni peschicole, si deve rilevare una carenza di calibri grossi.

Filippo Guandalini, venditore della Generalfrutta Srl, azienda grossista del Centro agroalimentare di Verona, sintetizza così l'andamento della scorsa settimana: “Le vendite di prodotti estivi, a causa del maltempo, sono state inferiori a quelle della settimana precedente, già di per sé non particolarmente brillante. In particolare, venerdì scorso nei vari posteggi del Mercato si sono accumulate un po' di rimanenze di drupacee, meloni e angurie, con i prezzi di questi articoli che sono scesi ai minimi delle ultime settimane”.

“Per via del brutto tempo e delle basse temperature notturne - aggiunge - i compratori sono venuti a fare acquisti col giubbotto; un particolare, questo, che ha influenzato sensibilmente la prestazione di vendita di tutta la frutta estiva. Pertanto, ora, non possiamo far altro che sperare in condizioni climatiche più calde e serene che possano stimolare la domanda”.

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