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giovedì 17 gennaio 2019


Aglio, il Gruppo di contatto misto fa tappa in Spagna

Analizzare l'attuale situazione produttiva e commerciale a livello globale ed europeo, discutere sulle potenziali ripercussioni che potrebbe provocare l'hard Brexit, presentare le previsioni di semina per il 2019. Questi i principali temi che i delegati del settore aglio di Italia, Spagna e Francia hanno trattato ieri a Las Pedroñeras (provincia di Cuenca) nell'ambito del Gruppo di contatto misto. Per il nostro Paese hanno partecipato alla riunione Francesco Delfanti, consigliere di Fruitimprese, Emanuele Coletti e Giorgio Marini di Unaproa, e Marco Cerreto del Mipaaft.

Stando ai dati presentati dai partecipanti, i tre Paesi europei nel 2018 hanno coltivato ad aglio circa 35.300 ettari, di cui 26mila ettari in Spagna, 3.600 in Italia e 2.700 in Francia. La Spagna si trova quindi a gestire una produzione complessiva di 270.949 tonnellate, nettamente superiore rispetto all'offerta disponibile in Italia (31mila ton) e Francia (18mila ton).



Il mercato dell'aglio, è stato detto, procede molto a rilento con quotazioni basse e richiesta debole. In Cina, primo produttore al mondo, i prezzi 2018 hanno toccato i minimi degli ultimi anni. A questo proposito, spiega Delfanti, "è emersa la necessità di avere uno scambio di informazioni diretto tra Italia, Spagna e Francia e si è proposto di standardizzare i dati disponibili sui prezzi riferiti ai diversi calibri".

La possibile uscita del Regno Unito dall'Ue senza accordo non fa paura né al nostro Paese né alla Francia, che esportano solo una minima parte delle produzioni in Uk. Sul fronte spagnolo, invece, si registra una maggiore preoccupazione. L'ultimo argomento all'ordine del giorno ha riguardato le previsioni di semina per il 2019. "La Spagna - conclude Delfanti - ha indicato che le superfici coltivate ad aglio dovrebbe scendere del 10% rispetto al 2018. In Italia stimiamo un +5%, mentre i delegati francesi si attendono un incremento del 2%".

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