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giovedì 1 marzo 2018


Caan, grossisti in sciopero: appello a Comune e Regione

Centro agroalimentare di Napoli, la preoccupazione cresce e gli operatori alzano la voce. Dopo la richiesta di accedere al con­cor­da­to pre­ven­ti­vo in continuità avanzata in gennaio dal Caan e accolta dal tribunale di Nola, lunedì scorso gli operatori del principale Mercato campano hanno scioperato manifestando davanti alla sede del Comune, dove era in corso una riunione per fare il punto della situazione. Spiega a Italiafruit News Carmine D’Orazio, presidente dei grossisti di Assomercati Campania-Confcommercio: “Siamo stati sfrattati dai vecchi mercati comunali per essere collocati nell’attuale struttura che versa in una grave situazione debitoria e rischia concretamente il fallimento. Dove andrebbero in caso di default le aziende, in tutto 140, che hanno investito e stanno pagando? Abbiamo sollecitato una risposta all’amministrazione comunale, che detiene il 70% delle quote della società di gestione, per un valore di circa 20 milioni di euro di soldi pubblici”. 

Una rappresentanza dei grossisti si è recata anche in Regione, socia di minoranza del Caan, “per spiegare - prosegue D’Orazio - le ragioni dello sciopero e la posizione di Assomercati; auspichiamo ci siano le condizioni giuridiche per un intervento finanziario dell’ente campano a favore del Centro agroalimentare di Napoli. Un precedente c'è: quello della Regione Lazio, che qualche anno fa sostenne il Car di Roma”.

Durante la riunione in Comune, intanto, la commissione Bilancio di Palazzo San Giacomo ha discusso la situazione alla presenza dell’assessore Enrico Panini, del presidente del Caan Carmine Giordano e del dirigente del servizio Partecipate Gianfranco Dentale, trattando in particolare i dettagli della richiesta di concordato.



Il presidente del Caan ha spiegato che l’80% della massa debitoria, pari a 50 milioni di euro, fa riferimento a debiti derivanti da mutui bancari contratti per la costruzione del Centro e con la società appaltatrice dei lavori Pizzarotti Spa. Per quanto riguarda gli altri creditori, invece, secondo quanto riferito da Giordano, il Centro non ha difficoltà nei pagamenti. Nei centoventi giorni dalla richiesta assegnati dal Tribunale si lavorerà alla predisposizione del piano concordatario che permetterà di mettere in sicurezza il Caan.

Capitolo bilanci: l’approvazione dei documenti relativi al 2015 e al 2016, inizialmente fissata per il 5 e l’8 marzo, dovrebbe slittare al 27 e 28 di questo mese; il presidente del Caan ha motivato lo spostamento con la richiesta di informazioni del socio di maggioranza su alcuni aspetti dello schema di bilanci predisposti, con particolare riferimento alla svalutazione dei cespiti immobiliari, ritenuta troppo elevata. 

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