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mercoledì 15 novembre 2017


Trasformiamo le tonnellate in emozioni

Volumi, volumi, volumi… Il settore ortofrutticolo pare come ipnotizzato dai quantitativi da mettere in commercio e perde così di vista le numerose altre opportunità che gli passano sotto gli occhi.
Nonostante politiche di qualità avviate negli ultimi anni, il sistema resta ancorato alla logica delle commodities, cioè quei beni dove il riferimento preponderante rimane il prezzo, per cui quello più basso condiziona in modo vincolante anche l’alto di gamma. Schiacciato in questo contesto, purtroppo condiviso dalla filiera ma oramai ampiamente superato dalle logiche del consumatore, il comparto ortofrutticolo rinuncia a un presente e a un futuro più ricco. E non solo da un punto di vista economico.

Perché non uscire dal circolo vizioso del primo prezzo e proporre frutta e verdura come un piccolo lusso quotidiano, accessibile dalla maggior parte dei consumatori? Altre categorie lo hanno già fatto e con successo, mentre il settore ortofrutticolo si è concentrato sul fatto che si deve mangiare frutta e verdura perché fa bene alla salute senza solleticare in modo adeguato i consumatori sul piacere di farlo.

Facciamo un esempio. Se si escludono le promozioni, una confezione da 500 grammi di pasta di primo prezzo si trova nei supermercati nell'intorno dei 40 centesimi, mentre il top di gamma, integrale e biologica o integrale e senza glutine, nello stesso supermercato viene venduta oltre i due euro e mezzo. Se, poi, è realizzata con cereali particolari, come il farro, va anche sopra i quattro. Quindi, da sette fino a oltre dieci volte il prezzo base.

Per un alimento altrettanto basilare della dieta, le mele, nello stesso supermercato il primo prezzo di una golden delicious in sacchetto è nell’ordine dei 99 centesimi il kg; il prezzo più alto per una mela, quella biologica in vassoio, non supera di norma i quattro euro il kg, meno di quattro volte quello del prodotto più a buon mercato.

Esempi analoghi alla pasta si possono fare per la maggior parte delle categorie in vendita nei negozi a libero servizio, poiché dal tonno al vino, dalla cioccolata alle acciughe, dai salumi al caffè, produttori e distributori hanno saputo creare valore, spostando intere categorie o singoli prodotti dall’area del necessario a quella del desiderato, usando di volta in volta leve come: salute, benessere, ambiente, sapore, tendenza e molto altro ancora, spesso fra loro ben mixati. 

All'evento di lancio dello Speciale Frutta e Verdura 2017  – il 30 novembre al Teatro Manzoni di Milano - dove sono attesi 700 partecipanti e 70 rappresentanti della distribuzione italiana hanno già confermato la loro presenza – parleremo a fondo di questi casi e daremo stimoli operativi per spingere l'ortofrutta verso le opportunità del lusso accessibile anche grazie al contributo dei nostri ospiti.



Anche per frutta e verdura è infatti venuto il momento della svolta, traghettandola nel paniere dei piccoli lussi quotidiani da concedersi per il proprio benessere fisico e psichico. Questo richiede però un cambio di mentalità profondo da parte della filiera. Un cambiamento che, ricordate bene, il consumatore ha già fatto.

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Roberto Della Casa
Publisher Representative
roberto@italiafruit.net

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