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giovedì 9 marzo 2017


Fragole: superfici in crescita del 3% in Italia, Spagna ancora in calo

Quest'anno l'Italia ha incrementato del 3% le superfici coltivate a fragole, raggiungendo un totale di 3.640 ettari. La prima regione di produzione si conferma la Basilicata con 892 ettari, seguita da altre due regioni del Sud: Campania e Sicilia che registrano 856 e 315 ettari, rispettivamente. I dati, elaborati dal Cso-Italy, sono stati presentati ieri ad Agen (Francia) durante il Gruppo di contatto Fragola del Comitato misto tra Italia, Spagna e Francia, al quale ha partecipato come rappresentante italiano Francesco Nicodemo, coordinatore del Comitato di prodotto Fragola nell'ambito dell'organismo interprofessionale Ortofrutta Italia e presidente dell'Op Asso Fruit Italia.

Produzione e diffusione varietale di fragole in Italia

"L'occasione è stata utile per avere un confronto serio e qualificato con i colleghi spagnoli e francesi – sottolinea Nicodemo – Nel nostro Paese la diffusione varietale è legata chiaramente alle caratteristiche climatiche dei diversi areali, con la Basilicata e la Campania che negli ultimi anni hanno consolidato la loro posizione", in particolare attraverso l'espansione delle varietà Sabrosa e Sabrina. In entrambe le regioni è da segnalare la netta crescita della cultivar Melissa che possiede il 10% di quota relativa sul totale delle piantine vendute, mentre in Sicilia si conferma anche per il 2017 il predominio di Florida Fortuna.

Basilicata - Dati relativi ai vivaisti: piantine vendute per varietà


Campania - Dati relativi ai vivaisti: piantine vendute per varietà


In quarta posizione, con 312 ettari, si classifica il Veneto. Qui la varietà Eva si conferma la più impiantata seppur in calo di sei punti percentuali sul 2016. A seguire Garda, in leggera crescita con il 21% e Aprica che acquista sette punti superando Antea, ferma al 7%. Segna un aumento anche Apo 1, passando dal 4 al 7%.

Il ranking nazionale prosegue con l'Emilia Romagna (239 ettari), dove i vivaisti riscontrano una forte crescita delle vendite di piantine di Sibilla, dal 3 al 10% del totale: è la terza varietà più commercializzata dopo Clery (17%) e Joly (11%). In Calabria, che registra 161 ettari, domina Sabrina (46%) seguita a lunga distanza da Camarosa (19%) e Nabila (15%). La settima regione più produttiva è il Piemonte che, in base alle stime effettuate dal Creso – Consorzio di ricerca sperimentazione e divulgazione per l'ortofrutticoltura piemontese – potrà contare su 144 ettari.

Emilia-Romagna - Dati relativi ai vivaisti: piantine vendute per varietà


Italia: export e import di fragole

Nel 2016, stando ai dati Istat, l'esportazione italiana di fragole ha generato 35,7 milioni di euro (+9%). I volumi spediti sono stati pari a 14.303 tonnellate, in aumento del 6% circa rispetto al 2015. Di queste, oltre 11mila ton sono state acquistate da tre Paesi europei: Germania, Austria e Svizzera. Il saldo commerciale si conferma nettamente negativo a fronte delle 34.507 tonnellate importate, in crescita del 7% sul 2015. L'anno scorso l'Italia ha aumentato i flussi in entrata dalla Spagna (+10%) e mantenuto pressoché costanti quelli dalla Francia, mentre la spesa totale per l'import è scesa del 4% circa a 65,1 milioni di euro.





Acquisti al dettaglio di fragole

Guardando ai consumi nazionali, l'81% delle famiglie ha acquistato fragole al dettaglio almeno una volta nel corso del 2016. Ogni famiglia, in media, ne ha comprate 4,14 kg per una spesa di 14,4 euro, secondo i dati Gfk. Rispetto al 2015, gli acquisti a volume sono aumentati in tutte le aree: +2% al Nord Ovest (27.117 ton), +6% al Sud e nelle Isole (22.246), +5% al Nord Est (21.116), +4% al Centro (16.125).

"Sul fronte della promozione e della valorizzazione della qualità – osserva Nicodemo – c'è ancora molto da fare. I dati relativi alle vendite e alle scelte dei consumatori dicono chiaramente che la strada da seguire è quella della specializzazione nelle produzioni. In questa direzione si sono fatti importanti passi in avanti. Quello della fragolicoltura è un comparto di eccellenza del Made in Italy e va sostenuto e promosso".

Spagna: la stagione entra nel pieno la prossima settimana

Per quanto riguarda la Spagna, la provincia di Huelva, principale area di coltivazione d'Europa, quest'anno ha ridotto le superfici del 7% a 5.400 ettari. Finora, le sfavorevoli condizioni climatiche invernali hanno pesato sulla produttività degli impianti. Secondo quanto riferito al tavolo, da inizio stagione ad oggi la raccolta è stata inferiore di 50 grammi per pianta rispetto all'anno precedente, equivalenti a circa 4-5 tonnellate per ettaro in meno. La stagione, è stato detto, entrerà nel pieno durante la prossima settimana.

Per la Spagna hanno partecipato all'incontro José María Pozancos, direttore di Fepex, Rafael Domìnguez Guillén, direttore di Freshuelva, Cristóbal Picón Regidor e Bartolome Fernandez Esquina, rispettivamente presidente e direttore di Coophuelva; Manuel Piedra Chaves, segretario generale di Upa-Huelva; e Sebastian Fraile Arévalo, del ministero iberico dell'Agricoltura. La delegazione francese, invece, era composta da Xavier Mas e Caroline Granado, rispettivamente presidente e direttore dell'Aop "Fraise de France", e da Jérôme Frouté, Ambasciatore di Francia in Spagna.

Principi attivi: sburocratizzare il mutuo riconoscimento

"Il nostro auspicio, come Gruppo di contatto – conclude Nicodemo – è che il Comitato fitosanitario che presenzierà alla prossima riunione del Gruppo misto, in programma a metà giugno a Roma, possa sburocratizzare lo strumento del mutuo riconoscimento. In modo che i Paesi che fanno richiesta per l'uso di alcuni principi attivi possono avvalersi delle autorizzazioni già ottenute dagli altri Paesi. In questo modo è chiaro che si accorciano i tempi e si evitano doppie procedure".
 
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