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venerdì 16 settembre 2016


«Aglio bianco polesano Dop farmaco domestico»

Opporsi alla concorrenza estera garantendo al consumatore la tracciabilità completa e offrendo un prodotto superiore dal punto di vista organolettico-nutrizionale. Di questo tema si è discusso ieri al Macfrut durante l'incontro "L'Aglio Bianco Polesano Dop: perché la qualità vale", organizzato da Consorzio di tutela presieduto da Massimo Tovo (nella foto d'apertura).

"Il nostro prodotto – ha spiegato Tovo – è sinonimo di alta qualità data dal territorio di produzione, che interessa 28 comuni della provincia di Rovigo. Un lembo di terra fertile tra i fiumi Adige e Po. L'ecotipo bianco polesano ha una storia plurisecolare con le prime coltivazioni che sono risalenti all'epoca romana. E la sicurezza alimentare del prodotto è pienamente garantita sia dal nostro disciplinare di produzione, sia dai rigorosi controlli esterni a cui sono soggetti i 25 soci".

"Da anni – ha proseguito – dobbiamo fare i conti con una concorrenza sleale legata al contrabbando di aglio che arriva in Europa, in particolare dal mondo asiatico. Questo è un motivo in più per dare ulteriore valore al marchio Dop".

Di fronte a questo scenario, il Consorzio cercherà in futuro di lavorare sull'informazione verso i consumatori, i quali sentono sempre più il bisogno di conoscere da chi e come viene coltivato un frutto o un ortaggio. "Molti italiani rischiano di portare sulle loro tavole del veleno senza saperlo", ha rilevato Tovo riferendosi all'aglio cinese di scarsa qualità, commercializzato a prezzi estremamente bassi.



Un altro aspetto distintivo del prodotto certificato riguarda il suo valore salutistico. Il Consorzio ha commissionato all'Università di Padova una ricerca sulla caratterizzazione qualitativa dell'aglio tradizionale. "Il nostro studio triennale – ha dichiarato Carlo Nicoletto, del Dafnae (Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse Naturali e Ambiente) – ha evidenziato che, rispetto all'aglio estero, il prodotto polesano Dop presenta un contenuto maggiore di sostanza secca (ndr, indice di migliore conservabilità) e caratteristiche nutrizionali nettamente superiori".

"La ricerca – ha sottolineato Nicoletto – ha reso possibile la creazione di una carta d'identità nutrizionale del prodotto, che si è dimostrato una sorta di farmaco domestico. Il prossimo passo sarà ricavare un'impronta olfattiva specifica per l'Aglio bianco polesano Dop, abbinando i risultati delle analisi chimiche a quelli di test sensoriali svolti sulle persone".

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