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venerdì 16 settembre 2016


«Serve più attenzione per i riutilizzabili in plastica»

Eurepack alza la voce e chiede maggiore attenzione per gli imballaggi riutilizzabili in plastica. Il consorzio nato nel 2010 e raggruppa le aziende di settore ha organizzato ieri a Macfrut una tavola rotonda dal significativo titolo “I Desaparecidos”, per richiamare l’attenzione del comparto ortofrutticolo e dei consumatori sui benefici di soluzioni che "generano un circolo virtuoso per la logistica del fresco, all’insegna della sostenibilità ambientale e dell’economia circolare" e denunciare nel contempo alcune "mancanze".

"In Italia -  spiega a Italiafruit News Carlo Milanoli, presidente di Eurepack - la cassetta a sponda abbattibile copre ormai oltre il 50% della produzione agricola destinata alla distribuzione e il trend è in costante crescita. Nonostante alcune resistenze, legate ad esempio alla vendita a cassetta effettuata nei Pdv: ma anche questa potrebbe essere effettuata con imballi riutilizzabili, basterebbe prevedere a livello normativo il deposito cauzionale".

Studi universitari hanno misurato le differenze tra lo schema logistico inerente gli imballaggi a perdere e quelli che hanno implementato i contenitori dei consorziati Eurepack. In particolare, uno studio del Fraunhofer Institut, in collaborazione con l’università di Stoccarda arriva a calcolare in oltre 100.000 tonnellate la minor emissione di anidride carbonica in atmosfera ogni anno, conseguente alla sostituzione di 300 milioni di cassette a perdere con altrettanti cicli di riutilizzo delle cassette in plastica, oltre alla riduzione di rifiuti stimabile in 150.000 tonnellate in meno all’anno.  

E l'acquirente finale, è stato detto al convegno di ieri, dimostra di apprezzare: un sondaggio commissionato a Brandcheck, società di consulenza esperta nel settore del packaging tra 2.200 consumatori di 11 nazioni, Italia compresa, ha messo in luce che il 55% degli intervistati mostra un maggiore gradimento verso gli imballaggi di plastica riutilizzabili, considerandoli più igienici e puliti; il 60% degli italiani, sempre secondo questo studio, li ritiene inoltre più gradevoli nell’aspetto. 

Insomma, è stato detto alla tavola rotonda, i contenitori di plastica riutilizzabili riducono sensibilmente gli effetti negativi sull’ambiente, i rifiuti alimentari e i costi della catena logistica per i produttori e i rivenditori. 

Per Milanoli, “il circolo virtuoso creato dagli operatori degli imballi in plastica riutilizzabile dovrebbe essere una best practice del Conai, con cui condividiamo il comune obiettivo di maggiore sostenibilità ambientale e minore produzione di rifiuti; in realtà il Consorzio non ci garantisce adeguato sostegno nella promozione del nostro modus operandi e ciò impedisce un'adeguata ulteriore diffusione a livello di canali e settori”.

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