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mercoledì 10 giugno 2015


Copagri aderisce ad Agrinsieme, Scanavino nuovo coordinatore

Copagri aderisce ad Agrinsieme. Salgono così a sei le Organizzazioni legate da un accordo interassociativo, che operano in modo coordinato ed unitario: Cia, Confagricoltura, Copagri (come organizzazioni professionali); Agci-Agrital, Fedagri-Confcooperative e Legacoop Agroalimentare (come centrali cooperative, a loro volte riunite nella sigla Alleanza delle Cooperative Agroalimentari). Agrinsieme rappresenta circa il 40% del valore della produzione e del valore aggiunto di settore. La novità è stata segnalata nel corso della conferenza stampa di Agrinsieme.

Annunciato poi il passaggio del testimone da Mario Guidi a Dino Scanavino, che assume l'incarico di nuovo coordinatore di Agrinsieme e resterà in carica per la durata di un anno, come previsto dal documento congiunto delle sei sigle.

«Le varie organizzazioni del Coordinamento - ha commentato il presidente di Confagricoltura, Mario Guidi - hanno saputo integrare storie e patrimoni di valori che non vengono annullati, ma esaltati in una strategia unitaria fortemente orientata al futuro. Siamo un raggruppamento inclusivo. Le nostre porte sono aperte a quelle organizzazioni che si riconoscono nella nostra visione dell'agroalimentare italiano».

«Ci accingiamo ad assumere il compito di coordinamento con la consapevolezza del lavoro importante ed equilibrato svolto da Mario Guidi e delle nuove sfide che ci attendono – ha spiegato il presidente della Cia, Dino Scanavino -. Il mio pensiero va a Giuseppe Politi, primo coordinatore e strenuo sostenitore della necessità del processo unitario della rappresentanza agricola. Due le priorità: accompagnare e sostenere le imprese in una fase economica e sociale difficile; promuovere e sviluppare sempre più le forme di aggregazione economica».

«La ragione della nostra adesione ad Agrinsieme è nella stessa natura di Copagri, che è nata come aggregazione di diverse associazioni - ha detto il suo presidente, Franco Verrascina -. L'unità è nel nostro Dna, per questo abbiamo deciso di fare questo sostanziale passo avanti nella nostra storia e in quella dell'agricoltura italiana. Aderiamo ad Agrinsieme per semplificare la rappresentanza delle imprese agricole. Unità è ciò che chiedono i produttori».

«Una delle nostre priorità nei prossimi mesi – ha proseguito il presidente dell'Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, Giorgio Mercuri – sarà sicuramente quella di far sì che le prossime risorse previste nei PSR delle Regioni siano sempre più indirizzate a incentivare forme di aggregazione, orientando gli investimenti delle aziende agroalimentari sull'innovazione e sull'internazionalizzazione, strumenti necessari per rendere più competitive le imprese sul mercato».

Questi gli obiettivi comuni che stanno a cuore al Coordinamento e delineati nel proprio documento programmatico:
-attuare politiche di rafforzamento dell'impresa per modernizzarle e favorirne l'aggregazione in strutture economiche fortemente orientate al mercato;
- organizzare le filiere;
- sostenere l'internazionalizzazione delle imprese;
- svolgere una sistematica azione di semplificazione burocratica, diretta a ottenere il riordino degli enti e delle tecnostrutture operative, sia in ambito nazionale sia in quello regionale;
- rilanciare la ricerca e le politiche di supporto al trasferimento dell'innovazione;
- sostenere il ricambio generazionale;
- definire strumenti per il credito (puntando pure su politiche innovative relative a strumenti assicurativi e fondi mutualistici);
- incamminarsi sulla strada della corretta gestione delle risorse naturali (suolo ed acqua), per coniugare produttività e sostenibilità e per valorizzare il ruolo delle aziende agricole anche nel campo delle energie rinnovabili e dei servizi eco-ambientali;
- proseguire nell'aggiornamento del quadro normativo di riferimento a livello europeo, nazionale e regionale.

Molte novità si sono registrate proprio grazie all'impegno costante e continuativo di Agrinsieme, ma molto c'è ancora da fare.

«La mobilitazione sull'Imu – hanno quindi detto i presidenti – continuerà perché è inaccettabile una tassa che grava sui fattori di produzione. Abbiamo riscontrato un forte interesse da forze politiche ed opinione pubblica che ci conforta».

Infine è stata annunciata la seconda Conferenza Economica di Agrinsieme, prevista in autunno e che sarà anche l'occasione per una riflessione sul "dopo-Expo". Ad avviso di Agrinsieme l'Esposizione universale lascerà un'eredità che andrà raccolta, capitalizzata, in ragione di informazioni, contatti, confronto tra buone pratiche e buone policies, collaborazione tra Paesi. Potrà orientare ed aiutare anche la crescita dell'agroalimentare italiano.

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I numeri di Agrinsieme


- 1 milione di aziende agricole
- più di 5 mila cooperative   
- oltre la metà della superficie e del valore della produzione agricola nazionale
- circa il 40% del valore dell'agroalimentare italiano

Fonte: Ufficio Stampa Agrinsieme



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