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giovedì 21 maggio 2015


«Innovazione e cabina di regia per il rilancio»

“Questa fiera è una piccola bomboniera voluta da un manipolo di eroi che ha abbattuto steccati e campanilismi individuando un luogo dal quale lanciare messaggi all’agricoltura italiana ed europea”. Così il presidente di Fruit Innovation Francesco Pugliese ha battezzato ieri la prima edizione della rassegna in programma fino a domani a Fiera Milano Rho. Lo ha fatto nel corso della conferenza di apertura cui sono intervenuti rappresentanti delle organizzazioni agricole, del mondo della produzione di settore, dei Centri all’ingrosso, dell’Ice e del Mipaaf, ma non il ministro Maurizio Martina ancora una volta distante da impegni legati all'ortofrutta

Stop ai campanilismi, sì al dialogo per rilanciare il settore puntando su innovazione e sulla cabina di regia “costruita” dai promotori di Fruit Innovation, che vuole andare oltre la tre giorni fieristica: queste le priorità assegnate alla kermesse. Questa la sintesi degli interventi “gestiti” con piglio veloce e brioso dal moderatore, il giornalista di Sky Gianluca Semprini:

Corrado Peraboni, Ad fiera Milano: “I settori forti italiani espongono a Milano, per l'ortofrutta finora non è stato così per cui auspico che Fruit Innovation inizi un percorso importante per un comparto che ha numeri veramente impressionanti”.

Francesco Pugliese: Troppo spesso facciamo demagogia e non azioni concreti per superare fasi di stallo. L'agricoltura italiana è tra le migliori del mondo, Expo ne è testimonianza, ma ha un problema: mille campanili che diventano mille divisioni. Qui sono rappresentate tutte le organizzazioni agricole, tutta la Gdo, tutte le associazioni di impresa e del piccolo dettaglio: per questo li considero eroici, hanno superato tutti gli steccati per fare una sola fiera nel migliore luogo espositivo d’Italia. 
Il futuro del settore passa da aggregazione e visione di filiera che deve essere unica. Per questo come Gd italiana siamo qui e non saremo in altre parti, per una fiera che è una piccola bomboniera che vuole essere il luogo, il posto dal quale lanciare messaggi all'agricoltura italiana ed europea.



E poi sul tema dell’innovazione, pilastro della fiera: “C’è incapacità da parte di molte imprese di farla. Trovare elementi di miglioramento delle cose che facciamo ogni giorno: questa è innovazione”.  Quindi un “richiamo” alla produzione: “Ci sono bellissime albicocche che sanno di patata. Non va bene: l’elemento distintivo è soprattutto il palato. Chiaro che se la frutta non è buona non si mangia. E poi vanno recuperati i valori perduti. Abbiamo svolto un’indagine: il 70% dei bambini credono ci siano solo due varietà di mele, gialla e rossa. L’Italia è il Paese con la più grande varietà di mele ma nessuno lo sa più… L'informazione e la promozione, su questo fronte, la deve fare lo Stato, anche il Ministero dell’istruzione deve metterci del suo. Altrimenti distruggeremo tutto il patrimonio di settore”.

Nicola Cilento (giunta Confagricoltura): internazionalizzazione, sana e leale competizione sono elementi fondamentali nel mercato odierno. Un grande tema è poi la sostenibilità economica del prodotto. Altrimenti l'Italia non produrrà più. Bisogna insistere sulle abitudini alimentari. Ma anche ridurre costi logistici, energetici e del lavoro. E non va trascurata la gestione dell’utilizzo degli agrofarmaci: il nostro Paese è spesso svantaggiato.

Ambrogio De Ponti (presidente Unaproa): Il mondo dell’ortofrutta è troppo autoreferenziale e rischia di perdere occasioni d’internazionalizzazione per questo. Provincialismo e incapacità di decidere pesano. Dobbiamo cambiare passo. Cos’è l’innovazione per noi? E’ capire come si può essere utile ai soci per stare sul mercato, è creare un modello veramente sostenibile di filiera. 


Valentino Di Pisa (presidente Fedagro): Auspico che fare sistema non rimanga un concetto astratto. Nella cabina di regia di questa fiera ci sono tutte le componenti della filiera e credo si possa fare un progetto a beneficio di tutto il sistema e dei consumatori. Serve un cambio di mentalità, per noi innovare vuol dire dare servizi a tutto tondo trasformando Mercati in piattaforme informatizzate a beneficio anche della Gdo con cui mi piacerebbe realizzare progetti concreti. Ma dialoghiamo anche con la produzione per integrarci sia a monte sia a valle della catena.

Roberto Moncalvo (presidente Coldiretti): Fruit Innovation è il luogo giusto per fare "esplodere" una serie di sperimentazioni che stiamo portando avanti da alcuni anni con centri all’ingrosso e mondo della distribuzione. Siamo primi per qualità, sul fronte residui deteniamo la leadership europea della salubrità ma abbiamo perso grandi quantitativi di superfici negli ultimi anni: un paradosso. Eppure, mai come in questo momento il cibo  è al centro dell’attenzione. L’agricoltura ha saputo reinventarsi, molti i giovani, ma ci sono ancora troppe ombre. Dobbiamo concentrarci su quattro fronti: innovazione condita di buon senso, ossia fare le cose giuste al momento giusto. Fino a qualche anno fa non avrei sentito ragionamento della Gd su frutta matura; l’input positivo. E poi legalità e attenzione a quanto ci dice il consumatore, che ci sta dando messaggi importanti su quello che vuole: cresce la domanda di prodotti servizio e di biologico. Bisogna infine promuovere i consumi, che stanno finalmente dando segnali di ripresa.

Marco Salvi (presidente Fruitimprese): la nostra fiera di riferimento era diventata una non fiera per cui siamo arrivati al punto di costruire un progetto credibile cercando di portare buyers della Gdo estera qui. Non serve fare una fiera per parlarci tra noi. Stiamo perdendo quote di mercato, dobbiamo lavorare su un progetto fieristico credibile per cercare di recuperare il tempo perduto rispetto ai competitor esteri. 
Il mercato - ha proseguito Salvi - impone innovazione continua, il settore su questo fronte si è mosso: nel mondo delle mele si sono sviluppate varietà a club, è nato il kiwi a polpa gialla, le uve apirene stanno guadagnando spazio, La filiera è compressa tra due attori, produzione e distribuzione. Se riusciamo ad avvicinarle potremo raggiungere gli obiettivi, anche quello di avere maggiori consumi.  Purtroppo l’Italia è meno competitività rispetto ai competitor esteri per gli elevati costi di trasporti, manodopera, energia….

Enrico De Corso (direttore Fedagri -Confcooperative Lombardia):  siamo interessati al processo culturale di internazionalizzazione, questa fiera è l'occasione per il salto di qualità.

Riccardo Monti (presidente Ice): L’Italia merita una grande piattaforma referenziale, a questa fiera ci sono delegazioni da molti Paesi. All’estero chiedono la filiera agroalimentare italiana, la domanda è gigantesca ma solo in parte ce ne rendiamo conto. Dobbiamo trasformare la leadership di qualità, varietà e diversità in una leadership di volumi e massa critica.

Guido Corbella (Ad Ipack Ima): l’obiettivo di Fruit Innovation è creare un momento di aggregazione e internazionalizzazione allineandosi gradualmente alle fiere di Berlino e soprattutto a Madrid che rappresenta tutta l’ortofrutta spagnola. L'esordio è soddisfacente se pensiamo che abbiamo iniziato a lavorare al progetto nove mesi fa: 233 espositori da 15 Paesi, con significativa presenza di tecnologie e IV gamma al gran completo. Numerose le delegazioni, punto di riferimento per la Gd. E' un motivo di soddisfazione aver dato vita a una cabina di regia cui ci auguriamo possa prendere parte anche il Ministero.

Luca Bianchi (capo dipartimento Mipaaf): Il comparto dell'ortofrutta ha fatto meglio di altri, siamo usciti dalla crisi con le ossa rotta ma pienamente competitivi. Abbiamo un grande patrimonio di distintività che va valorizzato omogeneizzando e mettendo a regime il sistema. Innovare è importante su tutti i fronti, anche e soprattutto nel packaging: il prodotto buono deve restare buono fino al momento del consumo. 

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