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martedì 31 marzo 2015


Fogliati: i peperoncini non sono tutti uguali

I peperoncini non sono tutti uguali. E la torinese Fogliati Snc ha deciso di segmentare l’offerta di un prodotto di cui è forse la principale artefice dell’espansione in Italia proponendolo con linee distinte a seconda delle caratteristiche e del grado di piccantezza.

“La nostra azienda, nata come realtà grossista nel 1951 e oggi specializzata soprattutto nell’importazione - spiega a Italiafruit News l’amministratore Eraldo Fogliati - opera all’interno del Mercato di Torino dove dispone di una piattaforma distributiva di quasi 5 mila metri quadri; ci rivolgiamo alla grande distribuzione con una serie di prodotti acquistati dall’estero comprendenti alcune esclusive".

Trifoglio Peppers in evidenza a Fruit Logistica

Proprio i peperoncini sono uno dei fiori all'occhiello: "Un paio di anni fa abbiamo lanciato due linee di peperoncini dolci e piccanti freschi, presentati in vaschette e in buste; all’ultima Fruit Logistica di Berlino abbiamo caratterizzato il nostro stand all’interno di Piazza Italia con la grafica “Trifoglio Peppers” per sottolineare l’impegno in un segmento in cui siamo protagonisti grazie anche alla presenza, nel nostro gruppo, di Selcor Food e Conital che si occupano rispettivamente di distribuzione e produzione dei Peperbuoni, peperoncini tondi tipo cherry farciti al tonno, all'acciuga o, ancora, al formaggio. E' stato un successo”.



Pionieri nel peperoncino, obiettivo Gdo

“Sul peperoncino possiamo ritenerci sicuramente dei pionieri, deteniamo circa il 97% della quota importata”, aggiunge Fogliati. “In questa prima parte del 2015 stiamo notando un buon interesse da parte della grande distribuzione per queste proposte, innovative sia come prodotto che come packaging”.

L’azienda, che si era fatta conoscere nelle catene distributive con il pomodoro tondo liscio del Marocco, negli ultimi anni si è dedicata soprattutto proprio al peperoncino. “Abbiamo creato un’azienda ad Agadir che lavora il peperoncino farcito e nel 2011 è iniziata l’avventura del mini-peperone dolce fresco che sta registrando un continuo incremento di consumi”, dice ancora Fogliati.



“Lo scorso anno li abbiamo divisi per grado di piccantezza con tre distinte tipologie, giocando sulle varietà e ideando un espositore con 5 diverse proposte che ha suscitato notevole interesse. E’ piaciuto molto e siamo riusciti a entrare in molte catene; riteniamo tuttavia che i margini di sviluppo siano ancora rilevanti”.

Import dai Paesi più vocati e certificazioni

“La materia prima - conclude Fogliati - proviene dai migliori Paesi produttori, dal Messico al Senegal, per offrire un peperoncino fresco tutto l’anno”. E i risultati sono confortanti, se è vero che il peperoncino vale oggi circa il 20% del fatturato del sodalizio piemontese, che si aggira complessivamente tra i 30 e i 35 milioni di euro. Negli scorsi mesi, tra l’altro, Fogliati ha ricevuto le certificazioni Brc, Ifs e Iso.

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