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mercoledì 14 gennaio 2015


Opo Veneto: periodo positivo per il porro del Polesine

Al porro del Polesine le feste natalizie hanno portato bene: richiesta sostenuta e quotazioni interessanti. Positive le valutazioni per l'anno appena cominciato: l'ortaggio sta promettendo bene, tanto che è in crescita la coltivazione. Le previsioni dicono che si potrebbero superare nel corso dell'anno le 4 mila tonnellate, il dato produttivo che generalmente viene indicato per l'area del Polesine.

Sono stime confermate da OPO Veneto, l'organizzazione di produttori ortofrutticoli che a Lusia, terra di orti tra i fiumi Po ed Adige, ha uno dei suoi poli produttivi, di raccolta e di commercializzazione. E' questo, forse, il momento più felice per il porro. Il freddo gli dona. I consumi, contrariamente a tanti altri ortaggi, sono di segno più. Gli sta giovando molto la cura con cui viene coltivato, selezionato e commercializzato.
 
OPO Veneto lo presenta in eleganti confezioni che ne valorizzano l'immagine e ne favoriscono la serbevolezza e quindi la freschezza. Dentro i contenitori è posta soltanto la parte cilindrica bianca, quella che si mangia, senza lo scarto della parte verde. A proposito di questa, c'è anche chi trova modo di valorizzarla, purché tenera e freschissima, per salse, per zuppe, per frittate, per decotti. L'ortaggio (allium porrum), che appartiene alla famiglia delle Liliacee, è per gusto molto vicino alla cipolla, della quale ha un gusto più delicato, tanto da essere chiamato "la cipolla gentile". Dal Polesine arriva porro durante tutto l'anno. Viene consumato perlopiù cotto in autunno e in inverno, mentre in primavera e in estate si preferisce gustarlo crudo come eccezionale insaporitore di insalate. Se ne esaltano le proprietà nutritive e i benefici che regala all'organismo. Ricco di vitamine e di minerali, è indicato per contrastare una lunga serie di malanni, quali il colesterolo, le anemie, i reumatismi, forme di artrosi, stitichezza e insonnia. E' ritenuto efficace per prevenire lo sviluppo di tumori, per stimolare il sistema immunitario, per favorire la freschezza della pelle. Ha sempre avuto fama di pianta medicamentosa. Gli antichi romani, che ne appreso l'impiego dagli Egizi, lo ritenevano un valido afrodisiaco.

Nella foto: Mirco Bortolotti, produttore agricolo socio di OPO Veneto. 

Fonte: OPO Veneto


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