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mercoledì 14 maggio 2014


AIIPA, D'AMICO: ARCHIVIATA LA FASE PIONIERISTICA DELLA IV GAMMA, INDUSTRIA E DISTRIBUZIONE LEGATE A DOPPIO FILO PER LA CRESCITA

“In questo delicato quanto strategico periodo di transizione, alla vigilia di un provvedimento legislativo a lungo atteso e destinato a dettare regole univoche e oggettive su aspetti chiave del mercato, si coglie la volontà di gestire in modo nuovo la categoria sia da parte dell’industria che della distribuzione: possiamo dire che, abbandonata la fase pionieristica, il settore sta entrando nel suo momento di piena maturità, con tutti gli attori che condividono la necessità di mettere il consumatore al centro, ascoltarne le esigenze e operare per un effettivo rilancio”. Gianfranco D’Amico, amministratore delegato di Bonduelle Italia, da poche settimane presidente di Aiipa IV Gamma, fotografa così il “presente” di un comparto che dopo un 2013 difficile e un primo quadrimestre 2014 in chiaroscuro, scalpita per tornare a far segnare indicatori positivi.
 
Martedì 6 maggio, in occasione del  Cibus di Parma, la tavola rotonda “Salto di qualità per la Quarta Gamma italiana: l'evoluzione dei rapporti fra produzione e distribuzione, nuove opportunità per lo sviluppo del settore", (vedere articolo consuntivo di Italiafruit News del 7 maggio) ha portato alla ribalta i temi caldi alla presenza di numerosi protagonisti del settore.
Fulcro del dibattito il Decreto di attuazione della Legge 77/2011 e la relativa proposta di shelf life minima garantita avanzata da Aiipa IV gamma in base alla quale, stando agli studi dell’Associazione, producendo quantità sensibilmente superiori alle previsioni si possono gestire più agevolmente le spedizioni alla distribuzione, superare le inefficienze e assicurare l'evasione di ogni tipo di ordine offrendo un prodotto migliore.

“Il Decreto è visto positivamente da ambo le parti, industria e distribuzione - commenta D’Amico - e a chi sottolinea che l’adeguamento per perseguire maggiore qualità richiederà costi, ricordo che anche la non qualità è un costo, sebbene invisibile: lo sforzo di crescita sarà ampiamente compensato dai risultati".
D’Amico ritiene ci siano ampi margini per accrescere i volumi collocati ma la “devalorizzazione” del settore, alimentata da innovazioni proposte a prezzi bassi, rappresenta un problema.
Non a caso, in occasione della tavola rotonda parmense, Simone Nucci, client service director Nielsen, ha spiegato che nel breve periodo il mercato presenta segnali incoraggianti in termini di volumi sviluppati, cui tuttavia non corrisponde una tenuta dei fatturati.

“Il problema in ogni caso non è solo il prezzo – afferma  D’Amico–; bisogna rivedere gli assortimenti e il posizionamento ragionando in un’ottica che integri le logiche del largo consumo con quelle del reparto ortofrutta. E poi dobbiamo raggiungere i consumatori occasionali, una "fetta" che vale l’80% del totale. Il tutto in un’ottica di sinergia tra industria e distribuzione, con la prima che dovrà supportare la seconda per elaborare politiche di marca vincenti: insomma, c’è un bisogno di reciproca collaborazione che non era mai stato così avvertito quanto lo è oggi”.

Mirko Aldinucci
editor
mirko@italiafruit.net

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