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giovedì 26 settembre 2013


IL CASO: LA NORVEGIA RIDUCE IL CONSUMO DI POMODORI PELATI ITALIANI PERCHE’ “NON ETICI”

In Norvegia i consumatori hanno ridotto il consumo di pomodori pelati in scatola provenienti dall’Italia per protestare contro il lavoro in nero nella raccolta nei campi. Lo ha reso noto il segretario nazionale della Uila, Stefano Mantegazza, che il 18 ottobre prossimo incontrerà a Roma una delegazione sindacale del Paese nordico per fare chiarezza sul caso.
“Siamo stati contattati dal sindacato norvegese – rivela Mantegazza prima di un incontro sul lavoro nero in agricoltura promosso dalla Uila di Catania – perché i consumatori del loro Paese dopo avere appreso da giornali e da siti internet che per la raccolta di pomodori in Italia si usano anche braccianti non retribuiti legalmente, si rifiutano di comprare i pelati in scatola italiani di cui facevano un forte consumo”.
“Abbiamo avviato contatti con le imprese associate a Federalimentare – aggiunge Mantegazza – per potere garantire ai consumatori che il prodotto che troveranno sugli scaffali è eticamente legale”.
La Uila ha una proposta per porre rimedio alla situazione: “Stiamo cercando – annuncia Mantegazza – su questo versante, dove il lavoro nero è maggiormente evidente che in altri settori, di proporre un marchio che certifichi anche il rispetto dei contratti sociali e delle leggi: una qualità etica”.

Fonte: ANSA


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