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martedì 21 giugno 2022


«Incubo manodopera, c'è chi pensa di sradicare i frutteti»

L’azienda agricola Marani coltiva una ventina di ettari di pesche e nettarine a Mordano e Sasso Morelli, in provincia di Bologna. Qui i fratelli Massimo e Claudio stanno iniziando in questi giorni la raccolta delle pesche precoci e la prossima settimana delle nettarine, ma non senza problemi. Quest’anno infatti non è la competizione spagnola a spaventare i produttori, ma la mancanza nel reperire manodopera.


“È un incubo. Non si trova nessuno – riporta a IFN Massimo Marani -. Io ho fatto domanda a febbraio per 4 operai extracomunitari, ma ad oggi non ho ricevuto ancora nessuna risposta. Anche se fosse, adesso i tempi non sarebbero più sufficienti per mettere in regola i lavoratori per la campagna perché fra un paio di settimane saremo nel pieno della raccolta”.

Non i fratelli Marani per ora, ma altre aziende stanno iniziando a valutare cosa raccogliere e cosa no. “Alcuni colleghi sono consapevoli che non riusciranno a raccogliere tutto e quindi fanno i conti per capire cosa conviene lasciare in campo - si sfoga il produttore -. Il pensiero successivo è quello di prendere la ruspa e sradicare i frutteti. Bisogna assolutamente trovare una soluzione perché quando un territorio smette di fare frutticoltura è difficile che si torni indietro. Io spero di riuscire a trovare manodopera impiegando qualcuno all’ultimo, anche studenti, altrimenti è una catastrofe”.


La mancanza di forza lavoro è la mazzata finale per un’annata già segnata dagli elevati costi di produzione ma positiva a livello produttivo. Anche se la manodopera incide anche sulla pezzatura. “Chi è risucito a reperire operai per il diradamento dei frutti vedrà un bel calibro, mentre non è così per chi ha lasciato dei frutti di troppo sulle piante", continua Massimo Marani.

“Quest’anno le piante non sono state colpite dalle gelate, a differenza degli anni scorsi, quindi i frutti non mancano. In più, dalla Spagna arriva meno prodotto perché ha sofferto le basse temperature. Questo ci ha salvato dalla sovrapproduzione e per lo stesso motivo speriamo che anche i prezzi siano remunerativi. Ad oggi le precoci valgono da 0,90 a 1 euro al chilogrammo, ma è presto per capire come procederanno”.


L’azienda produce annualmente in media 10mila quintali tra pesche e nettarine che distribuisce ai grossisti per i mercati agroalimentari.

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