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martedì 14 giugno 2022


Parma ospita il primo hub dell'agricoltura rigenerativa

Un centro di ricerca - il primo in Europa- sull’agricoltura rigenerativa: è il nuovo capitolo dell’impegno nella sostenibilità di Davines, B Corp e società benefit di Parma specializzata in prodotti per la cosmetica professionale (con i marchi Davines e Comfort Zone) da 192 milioni di euro di fatturato nel 2021 in crescita del 26%, 700 collaboratori nel mondo e filiali a New York, Londra, Parigi, Città del Messico, Deventer (Olanda), Hong Kong e Shanghai.
Il nuovo progetto è stato realizzato in collaborazione con il Rodale Insitute - ente no profit americano fondato in Pennsylvania nel 1947 che ha aperto la strada al movimento biologico rigenerativo - e un investimento di 2 milioni di euro. Si chiama Eroc (European Regenerative Organic Center) e sorge vicino al Davines Village, headquarter di Parma a emissioni zero che ospita 350 dipendenti con sette laboratori di Ricerca & Innovazione dove lavorano 60 professionisti. 




Quindici ettari di terreno diventeranno un hub per la ricerca sulla sostenibilità e la formazione degli agricoltori delle aziende europee di piccole e medie dimensioni, che preservano colture locali dedicate all’alimentazione, la nutrizione e la bellezza.
«L’agricoltura biologica rigenerativa è un metodo di coltivazione olistico - spiega Davide Bollati, presidente di Davines Group -: non utilizza pesticidi ed erbicidi sintetici e incorpora standard elevati per il mantenimento della salute del suolo, il benessere degli animali e l’equità dei lavoratori agricoli. Ha il potenziale per sequestrare il carbonio, mitigare i cambiamenti climatici, promuovere la biodiversità e proteggere il nostro suolo, l’aria e l’acqua. Scienziati e personale dell’Eroc studieranno insieme al nostro laboratorio di Ricerca & Sviluppo, per trovare modi in cui l’agricoltura biologica rigenerativa può influenzare la supply chain dei prodotti di bellezza. L’obiettivo è diffondere un metodo di agricoltura che dia anche una serie di vantaggi ambientali. Una sorta di ritorno alle origini sfruttando pratiche agricole affinate in quasi ottant’anni di vita del Rodale Institute».
La creazione del nuovo centro di ricerca è solo l’ultimo passo che Davines sta compiendo per promuovere un’agricoltura sostenibile. Nel 2014 ha iniziato una collaborazione con Slow Food per la tutela della biodiversità italiana: alcuni prodotti, infatti, contengono ingredienti naturali dei loro presidi, sostenendo così le famiglie di agricoltori italiani che portano avanti con passione piccole coltivazioni tradizionali come il Pomodoro Fiaschetto di Brindisi o il Cappero di Salina.

Fonte: ilSole24ore


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