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mercoledì 18 maggio 2022


Datterino sulla cresta dell’onda

Parlare di momento magico forse è un tantino esagerato, ma il datterino sta vivendo una stagione davvero interessante. Vuoi che la snackizzazione del pomodoro è un trend in consolidamento anno dopo anno, vuoi che questa tipologia di pomodoro pare meno suscettibile al ToBRFV, Tomato Brown Rugose Fruit Virus, il datterino è sulla cresta dell’onda e in aree specializzate come il Ragusano i produttori lo stanno preferendo ad altre tipologie.
“Ciò che ha spinto i produttori a trapiantarlo – racconta a IFN l’imprenditore agricolo Giuseppe Di Gregorio, produttore di pomodoro datterino, a  cui dedica una superficie di 5,5 ettari a Scoglitti (Ragusa) - è stata la voglia di trovare una tipologia di nicchia e differenziarsi dal resto dell’areale produttivo, in gran parte dedicato alla coltivazione del pomodoro picadilly e pomodoro a grappolo e dalla necessità di sfuggire al ToBRFV”. A differenza di altri pomodori è infatti tra i meno suscettibili alle fitopatologie.
“Le aspettative - prosegue Di Gregorio - sono state ampiamente soddisfate con un prodotto che ha sorpreso positivamente il mercato, tanto che mantiene un valore commerciale che si attesta tra i più soddisfacenti tra le varietà di pomodoro da mensa”.



Origine e caratteristiche

Il pomodoro datterino è nato grazie a degli incroci di provenienza asiatica, ha delle piccole dimensioni e la bacca allungata ricorda un dattero, da questo deriva il suo nome. Ogni frutto pesa tra i 20 e i 40 grammi, ha un gusto particolarmente dolce - infatti il grado brix può raggiungere anche i 12° - presenta una buccia sottile e la polpa ha pochissimi semi.

Pratiche agronomiche 

Da un punto di vista agronomico la sua coltivazione non si differenzia particolarmente dalle altre tipologie per quanto riguarda la concimazione. Come tutti i pomodori non si presta a temperature rigide; infatti, la colonnina di mercurio sotto dei 10°C potrebbe comprometterne la coltivazione. L’esposizione, di conseguenza, dovrà essere in pieno sole. 
Ma cos’è che rende questo pomodoro così apprezzato? “L’aspetto che gioca un ruolo fondamentale sulla qualità del prodotto - sottolinea il produttore siciliano - è la qualità dell’acqua; infatti, un’acqua salina permette di avere un profilo organolettico del pomodoro superiore. Questo può essere favorito dalla vicinanza al mare ma l’aspetto centrale è il periodo di trapianto. Infatti - continua Di Gregorio - quello ideale è ottobre, poiché anticipando a settembre potrebbero crearsi problematiche come le spaccature delle bacche, inficiando così la commercializzazione”. 
La cura nel rachide può migliorare l’appeal commerciale più di altre varietà, poiché avendo bacche di piccole dimensioni la parte vegetale è più esposta, quindi deve essere particolarmente vigorosa.


Concimazione

Il datterino ha dei piani di concimazione simili alle altre tipologie, quindi il fosforo è importante nella crescita delle radici, nella fioritura, nella fecondazione e nella maturazione. Dopo l’allegagione il calcio ed il magnesio sono utili per migliorare la qualità della bacca ed importanti per contrastare la fisiopatia del marciume apicale. Il potassio è invece rilevante quando ci si avvicina ai primi stacchi dei frutti, per favorirne la colorazione.
“Anche gli acidi umici e fulvici sono fondamentali per migliorare la qualità del suolo - spiega il produttore - inoltre l'acido umico è anche un eccellente agente chelante, si lega ai micronutrienti presenti nel substrato, rendendoli disponibili alla pianta, limitando i fenomeni di dilavamento delle sostanze nutrizionali che è tra le cause principali della perdita di nutrienti nel terreno”.

Versatilità commerciale 

Il datterino ha riscontrato grande approvazione sia nella distribuzione moderna, per un consumo fresco, sia dalle industrie che trasformano il pomodoro.
Questo aspetto è favorito dalle dimensioni del frutto, che si presta ad una lavorazione manuale rapida, basti pensare alle vaschette da 500 o 250 grammi, o alle svariate salse che troviamo sugli scaffali dei supermercati. Ma anche la ristorazione strizza l’occhio a questo prodotto: l’aspetto, il sapore e la facilità di consumo lo rendono interessante.

Datterino giallo

Il datterino non è solo rosso: ci sono diverse tipologia a bacca gialla che si stanno facendo spazio sul mercato: la cromaticità e il sapore spiccatamente dolce sono caratteristiche distintive che rendono interessante l’offerta anche nel canale Horeca. Un ingrediente perfetto per un piatto d’autore.
Il datterino giallo ha però una sensibilità maggiore del prodotto a bacca rossa sia al freddo - soffre a temperature sotto i 13° - ed è anche più suscettibile al ToBRFV.



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di Angelo Angelica

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