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lunedì 16 maggio 2022


Trentino imbiancato dalla grandine

Sabato pomeriggio una terribile grandinata ha colpito il Trentino, in particolare la Val di Cembra e la Val di Non sono state letteralmente imbiancate dai chicchi di ghiaccio, tanto che per liberare le strade sono dovuti intervenire gli spazzaneve. Il fenomeno si è presentato anche in Alto Adige e in altri areali frutticoli italiani, come il Ferrarese, ma con un'intensità decisamente inferiore.

Già ieri è partito il monitoraggio nelle zone colpite per capire l'entità dei danni subiti dalle produzioni agricole. Da una prima ricognizione, per quel che riguarda l'ortofrutta, si sono ravvisati danni nei meleti dei comuni di Predaia e Ville d’Anaunia.

“La Provincia autonoma di Trento è vicina alle aziende agricole colpite dalla grandinata, infliggendo danni a diverse attività sul territorio e alla loro produzione. Un evento, intenso e anomalo in questa parte dell’anno, che dimostra quanto sia importante per gli operatori poter contare sulla stabilizzazione del reddito garantita dalle polizze assicurative", ribadisce il vicepresidente della Provincia Mario Tonina, d’intesa con l’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli, durante il sopralluogo effettuato in una delle zone maggiormente interessate dal maltempo, Faver, una frazione del Comune di Altavalle. Qui ha potuto verificare i danni ai vigneti, ai piccoli frutti e ai prodotti dell’orto.



L’episodio di maltempo rinnova l’importanza degli strumenti assicurativi per gli operatori del settore. Codipra, il Consorzio per la difesa dei produttori agricoli, si è già attivato per la valutazione dei danni nelle realtà associate. Secondo Marica Sartori, direttore del consorzio, le zone colpite, per la val di Non, ricalcano in linea di massima quelle della seconda grandinata del luglio 2021, a cui si aggiungono le zone della Val di Cembra. “Ad oggi, secondo i dati delle assunzioni ancora provvisori, risultano coperti con strumenti di gestione del rischio valori delle produzioni nell’ordine di 210 milioni in val di Non, dei quali oltre 40 milioni relativi al Comune di Predaia. Anche i vigneti risultano assicurati per circa il 75% dei volumi prodotti, corrispondenti a quasi 90 milioni di euro a livello provinciale. Le polizze sono pienamente operative e a livello provinciale i premi complessivi stimati sono di oltre 60 milioni di euro. È necessario, però, distinguere l’impatto della grandinata, a questa data di sviluppo della stagione, su vigneti e meleti. Infatti, il diverso stadio vegetativo di uva e mele determina un livello di danno notevolmente diversificato. Nel primo caso, l’asporto del giovane tralcio dalla vite può causare danni integrali o perdite di produzioni gravi. I vitigni, infatti, risultano sensibili in questa fase di sviluppo della pianta. Per le mele, invece, la sensibilità del ciclo produttivo in questo periodo è più limitata rispetto ad altri momenti. Diverso sarebbe se la grandine avesse colpito in un mese come giugno”.

“Ancora una volta – sottolinea Giorgio Gaiardelli, presidente del Consorzio – assistiamo all’impatto dei cambiamenti climatici sulle nostre coltivazioni. Si conferma l’importanza rivestita dalle soluzioni di gestione del rischio a nostra disposizione per difendere il reddito e che, fortunatamente, la grande maggioranza degli agricoltori trentini responsabilmente le conosce ed utilizza. Gli strumenti a nostra disposizione sono numerosi, infatti, oltre alla classica polizza grandine possiamo contare su di una copertura dei danni agli impianti produttivi e sui fondi mutualistici.



La polizza impianti è già compresa nella quota di adesione, grazie al supporto della Provincia Autonoma di Trento; questo permette di indennizzare agli agricoltori anche i danni procurati agli impianti produttivi (piante di melo e di vite e impianti antigrandine) dagli eventi calamitosi. Ad integrazione della polizza del singolo agricoltore è attiva, inoltre, una copertura assicurativa abbinata ad un fondo mutualistico, strumenti finanziati dalla Provincia Autonoma di Trento, che permettono alle cooperative e alle cantine interessate di coprire i costi di gestione senza richiederli agli agricoltori. Senza dimenticare il Fondo IST Mele, dedicato alla stabilizzazione del reddito dei melicoltori, che sta registrando un notevole numero di adesioni. Strumenti di estrema importanza per salvaguardare il comparto agricolo – evidenzia Gaiardelli – e che permettono al nostro settore di rimanere sostenibile nel tempo”.

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