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lunedì 16 maggio 2022


«Bio non significa produrre meno, ma produrre meglio»

Le parole di Erik Fyrwald, Ceo del colosso Syngenta, hanno acceso i riflettori sui modelli produttivi (clicca qui per approfondire): il suo ragionamento ha toccato anche la produzione biologica e ha sollevato un dibattito acceso. Il numero uno del gruppo agrochimico ha spinto per sviluppare quella che definisce "agricoltura rigenerativa" (clicca qui per i dettagli), indicando la necessità d'integrazione dei diversi modelli agricoli.

In Italia, però, sul bio sono in programma investimenti importanti, come ha ricordato la settimana scorsa il ministro Stefano Patuanelli, in audizione con le Commissioni riunite Agricoltura di Senato e Camera in relazione al Piano strategico nazionale.


Il ministro Patuanelli all'inaugurazione del Macfrut

"Come noto il biologico ha un problema di mantenimento e di nuovi investimenti per trasformare le colture tradizionali in colture bio - ha detto il titolare del dicastero di via XX Settembre - Per fare questo nei prossimi cinque anni è stato stanziato un miliardo in più di fondi, che ci permetteranno di raggiungere in anticipo gli obiettivi inizialmente fissati al 2030. Il vero tema sarà accompagnare nel mercato le colture e i prodotti bio, e anche su questo aspetto confidiamo di raggiungere gli obiettivi: copertura del 25% delle colture bio e al tempo stesso penetrazione dei prodotti bio sul mercato al 25%. Questo è l'obiettivo che ci prefiggiamo".

Biologico al centro dell'agenda politica, dunque. Biologico come modello di riferimento per il presente e il futuro, come rivendica il direttore di Almaverde Bio, Paolo Pari (nella foto di apertura).



"Produrre biologico non significa produrre meno ma, come sanno i nostri agricoltori, significa produrre meglio - rimarca il manager - Senza sostanze chimiche di sintesi, facendo uso delle rotazioni e delle concimazioni organiche, tutelando la fertilità e la biodiversità. E’ più difficile ma certamente porta valore al produttore e al consumatore. Un modello europeo orientato al biologico e alla sostenibilità non può che creare competitività e tutelare le imprese. Ed è proprio in questi momenti particolarmente critici - sottolinea il direttore di Almaverde Bio - che devono prevalere visioni orientate al futuro e il futuro non può che essere sempre più attento all’ambiente. Ce lo dicono i cambiamenti climatici, la perdita di fertilità del terreno, l’abbassamento delle rese per ettaro, la perdita di redditività delle colture. Creiamo valore per il futuro e certamente saremo sulla giusta strada perché il biologico è il modello di produzione agroecologica più competitivo che esiste - conclude Paolo Pari - e i nostri figli ci ringrazieranno”.

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