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giovedì 21 aprile 2022


«Ortofrutta, incentivare i consumi con un sussidio»

I listini di frutta e verdura nel Regno Unito lievitano fino al 40% in più a causa degli elevati costi fissi e per questo motivo i consumatori acquistano il 15% di ortofrutta in meno. Lo dice una nuova ricerca dell’Università di Warwick riportata su Science Advances. I ricercatori evidenziano come questo sia un ostacolo importante soprattutto per le diete di chi ha disturbi alimentari. 

Come risolvere il problema? Il team di economisti sostiene che un sussidio governativo del 25% del costo di frutta e verdura potrebbe correggere le imperfezioni del mercato e incentivare le abitudini alimentari sane. Tale sovvenzione colmerebbe il divario tra le quantità medie di frutta e verdura consumate e l’assunzione raccomandata di ben un terzo. 



Il professor Thijs van Rens del Dipartimento di Economia, uno degli autori dell'articolo, guida anche il Warwick Obesity Network, che sviluppa politiche a sostegno di una strategia nazionale contro l'obesità. “Il mercato della vendita al dettaglio di prodotti alimentari è molto competitivo – dichiara - quindi se non ci fossero costi fissi ci si aspetterebbe che il cibo fosse venduto vicino al costo marginale. E il fatto che non lo sia influisce sulle diete”.

“Un prezzo più alto di qualsiasi prodotto – continua - significa che le persone ne acquistano di meno. La domanda è: di quanto? Riteniamo che se il mercato funzionasse correttamente, i consumatori acquisterebbero il 15% di frutta e verdura in più rispetto a quanto fanno attualmente, il che rappresenterebbe un enorme vantaggio per la salute pubblica.

Van Rens ritiene quindi che ci sia qualcosa che non va nel mercato. “C'è un alto costo fisso nella fornitura di frutta e verdura. L'effetto è che i prezzi sono troppo alti e il consumo troppo basso. Quel che è peggio: l'effetto è più forte quando la domanda è bassa. E la domanda sembra essere bassa dove le persone sono povere. Questo fallimento del mercato non solo ci rende tutti più malsani, ma aumenta anche le disuguaglianze sanitarie".



Per studiare l'impatto di questi costi sugli acquisti di frutta e verdura fresca, gli economisti hanno modellato il comportamento di consumo di famiglie con redditi diversi, che vivono in quartieri con livelli di reddito altrettanto differenti. Hanno utilizzato i dati sugli acquisti di cibo negli Stati Uniti di NielsenIQ Homescan, che contiene informazioni dettagliate sulle quantità e sui prezzi degli acquisti alimentari tra il 2004 e il 2014 da circa 60mila famiglie.

Si stima che il sistema sanitario nazionale abbia speso 6,1 miliardi di sterline per problemi di salute legati al sovrappeso e all'obesità nel 2014/15 e potenzialmente spenderà 9,7 miliardi di sterline entro il 2050, mentre il costo complessivo dell'obesità per la società in generale è stimato a 27 miliardi di sterline.

Il professore conclude: “Non c'è dibattito sul fatto che il consumo di frutta e verdura aumenterebbe se venisse sovvenzionato. Il contributo principale della nostra ricerca è mostrare che il mercato è distorto e che questo sussidio andrebbe a beneficio di ogni singolo consumatore dell'economia".

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