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venerdì 8 aprile 2022


«Pomodori, in due settimane prezzi lievitati del 10%»

Trend commerciali in aumento per la categoria dei pomodori rossi siciliani. Al centro agroalimentare di Roma, nel giro di poche settimane le quotazioni sono cresciute del 10-15%. A sostenerlo il grossista Riccardo Pompei, che segnala prezzi pari a 2,50/2,60 euro al chilogrammo per il grappolo  e quotazioni fino a 3 euro per il ciliegino.

“Subito dopo il freddo, circa due settimane fa – spiega Pompei a IFN – i prezzi sono aumentati e tuttora prosegue questo trend. Un rialzo causato da una richiesta importante e un’offerta inadeguata. Se prima potevamo affidarci ai prodotti spagnoli che calmieravano un po’ i prezzi, oggi non li importiamo più perché hanno raggiunto quotazioni troppo alte. Preferiamo utilizzare solo prodotto siciliano ma è anche vero che siamo una situazione di transizione: c’è un passaggio di colture tra gli impianti che sono iniziati prima e quelli che stanno iniziando proprio in questi giorni”.
Per il resto della categoria, i prezzi si aggirano su 3,50 euro al chilogrammo per il datterino e 2,50 euro al chilogrammo per il Piccadilly mentre il pomodoro verde oblungo è piazzato su 2 euro al chilogrammo.



Per il resto degli ortaggi i prezzi sono al ribasso. Si parla di 0,40 euro a scendere a capolino di carciofo sardo (come Life, Apollo e Romanesco): “La richiesta è ancora buona perché a Roma sono un piatto tradizionale e contiamo di venderli fino a Pasqua” dice il venditore.

Il finocchio è distribuito con un prezzo pari a 1 euro al chilogrammo mentre le zucchine scure senza fiore si aggirano su 1,50/1,60 euro al chilogrammo.
“Le melanzane le vendiamo intorno a 1 euro mentre i peperoni vanno da 1,50 a 1,80 euro al chilogrammo – commenta Pompei – in generale sugli ortaggi mi sembra che ci sia un po’ troppo allarmismo per quanto riguarda i rincari. Penso sia un trend dovuto a un momento di passaggio per cui c’è tanta richiesta ma poca offerta. Se prima importavamo il prodotto spagnolo come pomodori e melanzane, ora abbiamo dovuto smettere a causa dei prezzi troppo alti”.



Nemmeno i prodotti primaverili spiccano per quotazioni: le fave sono commercializzate a 1,50 euro al chilogrammo mentre le fragole sono passate da 6 a 3/3,50 euro al chilogrammo: “Il prezzo di queste bacche è sceso tantissimo: in parte c’è molta merce, inoltre il tempo non ci ha aiutato dato che anche negli ultimi giorni è stato brutto”. I prezzi più alti sono raggiunti dai piselli, venduti a 3/3,50 euro al chilogrammo, e dai fagiolini a 6/7 euro al chilo.

“In generale – conclude il grossista - le contrattazioni sono rallentate, i consumatori si trovano ad affrontare la crisi della guerra non solo a livello psicologico ma anche economico. Speriamo che il mercato si possa riprendere per la settimana di Pasqua, durante la quale solitamente i consumi si alzano”.

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