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venerdì 8 aprile 2022


«Limone di Siracusa Igp, calo del 30% nelle vendite»

Il primofiore del limone di Siracusa Igp tra un mese lascia il posto al bianchetto. L’annata a livello produttivo è stata positiva, ma non ha regalato particolari emozioni sul fronte commerciale, dove c’è stato un calo delle vendite pari al 30% rispetto ad un anno fa.

A dirlo è Dario Campisi, responsabile commerciale di Opac Campisi di Siracusa, l’organizzazione di produttori legata all’azienda Campisi Citrus, che gestisce 700 ettari di agrumi su cui si estendono 150mila piante di limone. 



“Fino alla fine del mese abbiamo ancora il primofiore da raccogliere – spiega a IFN – che si sta mantenendo bene sulle piante grazie al clima abbastanza fresco. All’inizio di maggio inizieremo invece la raccolta del bianchetto, che per noi rappresenta una minima parte rispetto al primofiore”.

Nel siracusano la campagna finora è stata positiva: “L’annata è stata buona e non abbiamo registrato danni particolari – prosegue –. Alcune fasce della provincia sono state interessate dalle grandinate, ma hanno danneggiato al massimo il 5% della produzione”.

 
“Rispetto ai prezzi alla produzione sentiti in Spagna – commenta il responsabile commerciale - i nostri sono rimasti abbastanza remunerativi per tutta la stagione, merito anche del marchio Igp che acquisisce sempre più valore anche agli occhi della Gdo sia italiana che estera”.

“Grande distribuzione organizzata che però ha aumentato i fornitori – aggiunge - causando un calo delle vendite per i produttori. La Gdo italiana ed estera prima si riforniva al massimo da due fornitori per ogni articolo, ora invece si rivolge fino ad otto produttori quindi il paniere viene diviso tra troppe realtà. In questo modo ne risentono tutti, soprattutto considerati i sacrifici che noi produttori facciamo per continuare a lavorare nella situazione di crisi che ci attanaglia”. 



Dario Campisi continua: “Nel nostro caso abbiamo avuto un calo delle vendite pari al 30% rispetto al 2021. In più, i consumi in generale sono calati rispetto a tre o quattro anni fa, perché è cambiato il modo di fare la spesa dei consumatori, che lasciano indietro l’ortofrutta dopo i rincari subiti, la pandemia da Covid-19 e ora anche la guerra”.

L'azienda, presente sul mercato dagli anni Sessanta, coltiva le piante in vivaio, lavora la prima gamma e infine si dedica anche al trasformato, ricavando olii essenziali dalla buccia degli agrumi, il succo per il canale dell’Ho.Re.Ca e le fette di limone surgelate. “Siamo gli unici in Sicilia a chiudere la filiera – dichiara Campisi –. Grazie ai trasformati abbiamo la possibilità di farci conoscere nel mondo, esportando anche in Giappone e Arabia Saudita. Il fresco, invece, lo esportiamo per la Gdo di Germania, Austria, Francia, Danimarca e Svizzera”.

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