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giovedì 31 marzo 2022


Aumentano gli acquisti di arance confezionate

La contrazione dell’offerta nazionale ed europea sulle arance ha determinato un apprezzamento generalizzato dei listini all’origine delle arance rispetto alla campagna 2020/21. Lo riporta il report Agrumi di Ismea. L’aumento dei prezzi è stato rilevato sulle principali piazze e per le varietà più importanti.

I dati sui primi due mesi della campagna in corso mostrano un forte aumento delle importazioni di arance e il calo delle spedizioni verso l’estero.

I dati relativi agli acquisti di arance confezionate registrano un aumento del 4,2% su base annua e di circa il 10% rispetto al dato medio del triennio precedente. L’incremento riguarda anche il prezzo medio di vendita, +0,4% su base annua e +2,7% rispetto alla media del triennio precedente. In conseguenza di ciò, è aumentata anche la spesa, rispettivamente del +4,6% su base annua e +13% rispetto al dato medio del triennio.


Su questo risultato hanno inciso in maniera determinante sia la maggiore offerta di prodotto confezionato sia l’atteggiamento positivo dei consumatori verso un frutto ricco di vitamine e antiossiodanti. 

La campagna 2021/22 delle arance è inoltre caratterizzata dall’aumento dei prezzi nelle diverse fasi di scambio e dall’incremento dei quantitativi importati. Inoltre, è prevedibile una riduzione dei consumi e delle esportazioni. Sono attesi in flessione anche i quantitativi di prodotto destinati all’industria di trasformazione in succo.

Passando in rassegna i prezzi all’origine delle principali varietà si rileva che le arance del gruppo Navel hanno registrato un lieve ritardo nell’esordio con quotazioni in flessione sulla piazza di Corigliano soprattutto in confronto alle quotazioni dell’ottobre 2020. Anche sulla piazza di Catania l’esordio della campagna delle Navel è avvenuto in ritardo e con prezzi in diminuzione a causa del calibro medio piccolo che caratterizzava molte partite. In dicembre e gennaio, la varietà Moro, in particolare sulla piazza di Catania, ha registrato quotazioni inferiori rispetto a quelle dello scorso anno e a quelle medie del triennio precedente.

Le diverse tipologie di arance Tarocco hanno registrato quotazioni in aumento sia su base annua sia rispetto al triennio precedente e l’incremento percentuale si è ampliato con il progredire della campagna di raccolta e commercializzazione. Un discorso analogo può esser fatto per le arance Washington Navel che sulla piazza di Agrigento - tra dicembre e febbraio - hanno registrato quotazioni in aumento sia rispetto allo scorso anno (+16%), sia rispetto alla media del triennio precedente (+27%).


Sulle vendite al dettaglio, invece, i dati del Consumer Panel di Ismea e Nielsen permettono di stilare un bilancio consuntivo degli acquisti di arance (sfuse e confezionate) dell’ultima campagna di commercializzazione, da ottobre 2020 a settembre 2021. Si evidenzia, rispetto alla campagna 2019/20, una lieve flessione degli acquisti in quantità (-0,6%) mentre la contrazione della spesa è molto più marcata (-8,2%) a causa della riduzione dei prezzi medi al dettaglio (-7,6%).

In definitiva, il mercato al dettaglio delle arance sembra essere entrato in una nuova fase caratterizzata dal rinnovato interesse dei consumatori per questo prodotto. Gli acquirenti mostrano una maggiore consapevolezza circa le caratteristiche qualitative e nutrizionali e denotano anche una maggiore propensione a remunerare il prodotto di maggiore qualità.

Le battute iniziali dell’attuale campagna sono state caratterizzate da ritmi sostenuti delle importazioni, fenomeno imputabile al prolungamento fino a ottobre della campagna commerciale del prodotto dell’emisfero australe, mentre sul fronte delle esportazioni, nei primi due mesi dell’attuale campagna, si registra la contrazione delle spedizioni a causa della limitata produzione nazionale. Più in generale, si evidenzia come da circa vent’anni l’Italia sia un importatore netto di arance. Nonostante il buon livello quantitativo e qualitativo delle produzioni di Sicilia, Calabria e Puglia, le importazioni superano ampiamente le esportazioni, determinando un passivo della bilancia commerciale che varia in funzione del livello di offerta interno e della destagionalizzazione dei consumi.

La campagna 2020/21 ha fatto eccezione a questa tendenza e si è chiusa con un attivo della bilancia commerciale di circa 20 milioni di euro, nonostante in termini di quantità il saldo si sia chiuso con un passivo di circa 15 milioni di chili. Tale risultato è conseguenza della riduzione della spesa per le importazioni rispetto alla campagna 2019/20 (-47%) e dall’incremento degli introiti generati dalle esportazioni (+3%). 


L’aumento delle importazioni nella campagna 2019/20 era stato determinato dal livello particolarmente scarso della produzione nazionale e dalla domanda delle famiglie che invece è stata molto sostenuta, in concomitanza con la prima ondata della pandemia, soprattutto tra marzo e maggio, con importazioni triplicate dall’Egitto e raddoppiate dalla Grecia. Il confronto con i dati medi del commercio estero delle tre campagne precedenti conferma la riduzione delle importazioni, -31% in quantità e -29% della spesa; e l’incremento delle esportazioni dell’Italia, +2% in quantità e +4,8% degli introiti.

La campagna in corso (così come quella 2019/20) è caratterizzata da una produzione limitata e da una durata più breve del solito, di conseguenza, è atteso un aumento delle importazioni dai paesi mediterranei (Spagna innanzitutto ma anche Grecia ed Egitto) che risultano indispensabili per integrare l’offerta nazionale di arance e ampliare il calendario delle vendite rispetto a quello della raccolta.

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