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mercoledì 30 marzo 2022


Arance, la produzione italiana scende del 30%

La produzione italiana di arance 2021/22, in un primo bilancio elaborato da Ismea nel report Agrumi, indica una riduzione assai consistente del raccolto rispetto all’anno precedente, attorno al 30% in meno. Allargando il raggio, la produzione europea è stimata in 6,1 milioni di tonnellate, -6% rispetto alla campagna precedente. 

La produzione mondiale invece, sale a 48,8 milioni di tonnellate, in aumento del 3% su base annua. Il merito è dei maggiori raccolti conseguiti in Brasile, Messico e Turchia, mentre Egitto, Unione Europea e Usa registrano un calo della produzione. 



L’incremento dell’offerta mondiale sarà destinato in buona parte alla produzione di succo di arancia che negli ultimi anni ha visto una forte riduzione degli stock. 

La riduzione dell’offerta Ue si tradurrà necessariamente in un aumento dei prezzi e nel calo dei consumi e delle esportazioni di prodotto fresco e dei quantitativi avviati all’estrazione del succo. È atteso anche un aumento delle importazioni di prodotto fresco con Egitto e Sudafrica destinati a giocare un ruolo da protagonisti tra i fornitori dell’Unione Europea.
Ismea mette in evidenza come la campagna delle arance italiane sia caratterizzata da una produzione quantitativamente limitata e da un mercato fluido. 

Dal punto di vista qualitativo, il prodotto si presenta eccellente con un rapporto equilibrato tra acidi e zuccheri, in linea con le aspettative dei consumatori. L’offerta è soddisfacente anche in termini di calibro dei frutti e le partite di calibro più grande sono particolarmente apprezzate dai mercati nelle diverse fasi di scambio. Sotto il profilo agronomico, la campagna 2021/2022 è stata condizionata da un andamento climatico sfavorevole in fase di fioritura e di allegagione. 



Le temperature particolarmente alte nella fase di cascola dei frutticini hanno determinato uno scarso carico di arance sugli alberi. Inoltre, l’estate particolarmente siccitosa non ha favorito l’accrescimento e l’ingrossamento dei frutti. 

A ciò, si deve aggiungere il verificarsi di eventi meteo straordinari come le piogge torrenziali e le grandinate che nei mesi di ottobre e di novembre hanno colpito a più riprese i principali areali produttivi siciliani, devastando molti agrumeti. Nelle ultime settimane, l’eruzione dell’Etna ha disseminato le ceneri vulcaniche in alcuni agrumeti, determinando qualche danno ai frutti pendenti. 

L’offerta limitata agevola il collocamento del prodotto sul mercato e i calibri grandi sono particolarmente ricercati dagli acquirenti. In conseguenza di ciò, i prezzi all’origine registrano un aumento rispetto alla campagna precedente, che era stata caratterizzata da una produzione quantitativamente superiore; prezzi comunque in aumento anche rispetto alla media del triennio precedente. 

Sono questi i principali elementi che emergono da una ricognizione realizzata da Ismea relativamente alla prima parte della campagna produttiva e commerciale delle arance. Inoltre, si conferma molto importante il ruolo svolto dall’industria dei succhi che ritira e lavora le partite di arance di piccolo calibro, qualificando in tal modo l’offerta del prodotto da tavola. 

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