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venerdì 11 marzo 2022


Marzo, escursione termica da primato e azioni antibrina

Non erano sufficienti la mancanza di precipitazioni, l’aridità dei suoli e il deficit di portata dei fiumi, sono arrivate anche le gelate a complicare un contesto meteoclimatico sempre meno agevole per le imprese agricole dell’Emilia-Romagna. Per quanto la situazione non migliori al sud, dove imperversano condizioni di esteso maltempo, con copiosa caduta di pioggia e neve. 

In entrambi gli areali si stanno verificando situazioni di difficoltà per le fioriture precoci. Il settore dell’ortofrutta teme il peggio dalle ormai “consuete” quanto distruttive gelate alle porte della primavera, fenomeni che portano ad una escursione giornaliera che passa dai - 3 °C a 16-18 °C durante il giorno. Ed è proprio il verificarsi di questa variazione che penalizza notevolmente i coltivatori che cercano di difendersi dai mutamenti del clima. 



In questo contesto numerosi Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna, associati ad Anbi regionale, hanno deciso di mantenere un minimo di canalizzazioni irrigue appositamente invasate al fine di attivare le adeguate pratiche irrigue antibrina. Così gli imprenditori agricoli che si sono preventivamente dotati di queste tecniche, hanno messo al riparo dalle gelate la prima fioritura stagionale, già messi in guardia dalle passate stagioni.  L’irrigazione antibrina consiste nel mantenimento della temperatura a cavallo dello zero in prossimità degli organi vegetali, ricoprendoli con uno strato di ghiaccio “protettivo” fino alla conclusione della “gelata” (foto). Questa tecnica “ad hoc” si fonda sulla distribuzione costante, di solito a pioggia, di acqua, per consentire la formazione del ghiaccio. 

Fonte: Ufficio Stampa Anbi ER


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