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mercoledì 9 marzo 2022


Scabbia degli agrumi, segnalato il primo caso europeo

Primo ritrovamento in Europa di Elsinoë fawcettii, il fungo che causa la crosta degli agrumi. Come riporta la testata Phytoma.com, il patogeno da quarantena è stato segnalato in Portogallo, precisamente nelle isole Azzorre. Nel settore, il fungo è conosciuto per colpire principalmente la qualità esterna del frutto, quindi il suo impatto è maggiore nelle produzioni destinate al mercato fresco. La provenienza del fungo è da circoscrivere alle aree agrumicole di America, Africa, Sud-est asiatico e Oceania, dove è già largamente diffuso.

Il patogeno è stato segnalato a luglio 2021 nell’isola di São Miguel durante un’indagine su diversi campioni di agrumi (C. deliciosa, C. limon e C. reticulata) e la sua presenza è stata confermata a dicembre dai frutti raccolti in tre piccoli frutteti nei comuni di Lagoa, Ponta Delgada e São Vicente Ferreira. Al momento, la presenza del fungo sull’isola e l’origine del focolaio sono al vaglio delle autorità fitosanitarie portoghesi, le quali hanno adottato misure di prevenzione che vietano il trasporto degli agrumi infetti al di fuori degli appezzamenti colpiti e al di fuori dell’isola.



“La scabbia degli agrumi o croste causate da Elsinoë fawcettii – ha spiegato Antonio Vicent, del centro per la protezione delle piante e la biotecnologia dell'Ivia (Institut Valencià d'Investigacions Agràries, ovvero istituto valenciano di ricerche agrarie ndr) - sono caratterizzati dalla presenza di croste sulle foglie e sulla corteccia dei frutti. In generale, queste lesioni non sono molto specifiche e possono essere facilmente confuse con danni da vento o altre alterazioni”.

Ora il rischio è che il fungo possa attaccare altre tipologie di agrumi e continuare la sua diffusione dei Paesi europei: tra i frutti a rischio ci sono arance, mandarini, pompelmi e limoni, oltre ad alcuni portainnesti. 
Come specifica l’articolo di Phytoma.com, le temperature ottimali per l'infezione sono comprese tra 23 e 27 gradi centigradi mentre il periodo di incubazione varia da quattro a sei giorni. Come per molte altre malattie, il metodo migliore per abbassare il livello di inoculo negli appezzamenti e per ridurre le infezioni nei giovani frutti e anche nei germogli, è il ritiro dei frutti colpiti.

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