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giovedì 24 febbraio 2022


Rischio gelate, le assicurazioni non tutelano i coltivatori

“Siamo molto preoccupati per le segnalazioni che ci giungono da numerose aziende del comparto frutticolo in merito alla difficoltà di sottoscrivere nuove polizze per la gestione del rischio, in quanto le compagnie assicurative si rifiutano di proporre le loro coperture alle aziende agricole, in particolare a chi coltiva drupacee e kiwi, ma c’è scarsa disponibilità anche sulle altre specie e comunque con costi in deciso aumento”. Ad esprimere preoccupazione per quanto sta accadendo in Piemonte è il presidente di Confagricoltura Cuneo, Enrico Allasia, che lancia il grido di allarme per una situazione che può diventare insostenibile se non trova soluzione rapidamente.

L’andamento mite della stagione invernale sta facendo aumentare la preoccupazione per le gelate tardive. Molte aziende, vedendo che caldo e siccità stanno inducendo fioriture anticipate sulle colture arboree, temono ingenti danni. Nonostante questo, trovano un muro quando tentano di stipulare dei contratti assicurativi per tutelarsi. “Non è questo il modo di sostenere un settore già in evidente difficoltà a causa delle gelate eccezionali dello scorso anno, dei costi di produzione in aumento e di dinamiche di mercato ancora decisamente incerte”, puntualizza Allasia.


Quanto sta avvenendo è piuttosto grave e avrà delle ricadute anche sulla sostenibilità economica dei consorzi Condifesa che si sono già fatti carico in questi anni dei pesanti ritardi legati ai trasferimenti dei fondi da parte dello Stato – prosegue Michele Ponso, presidente della FNP Frutticoltura di Confagricoltura – “ Inoltre, sta venendo meno il principio per cui negli anni sono state incentivate le aziende ad assicurarsi per mettersi al riparo da fenomeni meteorologici, ormai sempre più violenti e imprevisti a causa dei cambiamenti climatici”.

Gli ultimi orientamenti dell’Unione Europea sul tema assicurativo vanno proprio in questa direzione, considerato che la nuova PAC destina alla gestione del rischio il 3% dell’intero budget italiano, con strumenti come i fondi mutualistici, ad esempio, nati proprio per tutelare il comparto primario dai danni dei cambiamenti climatici. “La buona notizia è che con la PAC i versamenti ai fondi possono essere cofinanziati fino al 70%: ciò rende il tutto decisamente più interessante per il comparto agricolo, ma occorre che tutti facciano la loro parte, compagnie assicurative in primis”, conclude Allasia.

Il settore conta circa 8.000 aziende in Piemonte, oltre il 60% delle quali in provincia di Cuneo, per una superficie coltivata di circa 18.500 ettari e un fatturato che supera i 500 milioni di euro su un totale nazionale di 4 miliardi.

Fonte: Ufficio Stampa Confagricoltura


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