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giovedì 3 febbraio 2022


Il clima minaccia il sapore dei frutti

Quante volte, comprando la frutta al supermercato, abbiamo pensato una volta assaggiata che il sapore non era poi così come ce lo aspettavamo? O quante volte abbiamo sentito i nostri genitori ed i nostri nonni dire che non ha più il gusto che aveva durante la loro infanzia? In effetti, ortaggi e frutta appena raccolti hanno caratteristiche diverse da quelli disponibili nella Gdo. Però, sembra che uno dei motivi di questa sensazione possa trovarsi a monte dell’intera filiera produttiva: nell’ambiente. Il cambiamento climatico, infatti, potrebbe influire sui cicli di sviluppo e maturazione dei frutti, modificandone i sapori.



Secondo quanto emerge dal rapporto dei ricercatori dell'Istituto Nazionale di Ricerca per l'Agricoltura, il Cibo e l'Ambiente (Inrae) della Corsica, e riportato su Fruitnet, il cambiamento climatico potrebbe avere un ruolo nel ridurre l'acidità dei frutti di clementine.

I ricercatori hanno notato che questi agrumi hanno subito una perdita di acidità dal 1960 ad oggi. Le cause sono da imputare, in parte, al cambiamento climatico, alte temperature in estate ed autunno quando avviene la formazione e la maturazione dei frutti, seguite da eventi piovosi intensi nel periodo di raccolta.

La perdita di acidità rende i frutti meno saporiti e può influire negativamente sulla loro conservabilità. Per quanto riguarda le clementine di Corsica, è inoltre necessario che raggiungano un certo grado di acidità per ottenere l'indicazione geografica protetta (Igp).
 
Gli studiosi Oliver Pailly e Laurent Julhia, dell'Inrae hanno affermato che ci sono vari modi in cui gli agricoltori possono tenere traccia delle variazioni dell'acidità dei frutti, durante la stagione, per poter effettuare la raccolta nel periodo migliore. Altre buone pratiche per mantenere l'acidità sono l'irrigazione estiva e la concimazione.



L'Inrae possiede una collezione con più di 60 varietà di clementine e ha in programma di studiare anche quelle i cui frutti erano considerati troppo acidi, in passato, per vedere se possano adattarsi alle nuove condizioni climatiche e fornire frutti accettabili. Sembra, comunque, che il destino della clementinocoltura sia di spostarsi verso nord, lasciando il Mediterraneo a favore dei Pirenei orientali e dell'area di Poitou-Charentes, nei prossimi decenni.

Che sapore avrà la frutta del futuro se non affrontiamo la crisi climatica?

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