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mercoledì 12 gennaio 2022


Ortofrutta, il miraggio delle 5 porzioni al dì

Le cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura sono un ancora un miraggio. Secondo Eurostat il 33% dei cittadini europei non consuma nemmeno un frutto al giorno. Il dato contenuto nell'ultimo report pubblicato (clicca qui per consultarlo) è riferito al 2019, la pandemia potrebbe aver incentivato il consumo di ortofrutta, ma secondo questa indagine solo il 12% della popolazione europea ha consumato le 5 porzioni consigliate al giorno. In media, oltre la metà della popolazione dell'Ue (55%) ha dichiarato di mangiare quotidianamente tra 1 e 4 porzioni di frutta e verdura.



L'assunzione giornaliera più elevata di 5 porzioni o più è stata segnalata in Irlanda (33% della popolazione), Paesi Bassi (30%), Danimarca (23%) e Francia (20%). Mentre l'Italia si ferma sotto la media comunitaria, con un 10,5%. L'assunzione giornaliera più bassa è stata riscontrata in Romania, dove solo il 2% della popolazione ha mangiato almeno 5 porzioni di frutta e verdura, seguita da Bulgaria e Slovenia (entrambe 5%) e Austria (6%).



L'assunzione giornaliera di frutta e verdura delle donne è superiore a quella degli uomini: in media, il 58% delle donne dichiara di consumare da 1 a 4 porzioni rispetto al 51% degli uomini. Lo stesso valeva per un'assunzione giornaliera di 5 porzioni o più (15% vs 10%). L'indagine ha anche mostrato che i maschi sono più propensi a saltare del tutto il consumo di frutta e verdura (39% contro 27% delle donne).



Secondo il monitoraggio di Freshfel, l'associazione che riunisce le associazioni nazionali del settore ortofrutticolo, in Europa il consumo medio di ortofrutta è di 350 grammi giornalieri procapite. Raggiungere almeno i 400 grammi raccomandati al giorno, aggiungendo una porzione di frutta o verdura nella dieta quotidiana dei consumatori europei, dovrebbe essere l'obiettivo da raggiungere nel breve periodo e questo aumenterebbe il mercato dei prodotti freschi dell'UE di 15 milioni di tonnellate.

Philippe Binard, delegato generale di Freshfel Europe, ha dichiarato: “Nonostante questi bassi livelli, il settore dei prodotti freschi ha molte ragioni per essere ottimista, considerando gli asset di frutta e verdura fresca. Il settore ha bisogno di unire le forze per influenzare un cambiamento della politica derivante dalla strategia Farm to Fork, che mira a una dieta maggiormente basata sul vegetale e dal piano dell'UE contro il cancro, che chiede una maggiore prevenzione e in cui una dieta sana basata su frutta e verdura ha un ruolo importante. La pandemia ha anche cambiato significativamente lo stile di vita degli europei, oltre ad aumentare il loro apprezzamento verso le cause ambientali e il cambiamento climatico. Quindi il settore ha molti driver positivi per il 2022”.

“Freshfel Europe lavorerà attivamente nel corso dell'anno verso nuove opportunità per il settore - ha aggiunto Binard - non solo seguendo una strategia Farm to Fork ma anche e soprattutto da una prospettiva Fork to Farm. Il settore dovrebbe lavorare insieme per ascoltare e soddisfare le diversità delle aspettative dei consumatori per fornire prodotti secondo le loro preferenze, abitudini di acquisto e consumo, sempre attenti all'alta qualità, al gusto e alla consistenza, alla freschezza e alla praticità”.

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