eventi
BIOFACH 
Norimberga,
26-29 Luglio 2022
FRUIT ATTRACTION
Madrid,
4-6 Ottobre 2022
ASIA FRUIT LOGISTICA
Bangkok,
2-4 Novembre 2022
INTERPOMA
Bolzano
17-19 Novembre 2022
MACFRUT 
Rimini,
3-5 Maggio 2023

leggi tutto

venerdì 17 dicembre 2021


«Frutta in difficoltà, puntare sulle royalty»

La bilancia commerciale ortofrutticola chiuderà il 2021 in attivo anche a Nord Est, ma le sfide da affrontare sono tante e serve puntare sulla distintività: è quanto emerso ieri a Colognola ai Colli (Verona) nell'assemblea di fine anno di Fruitimprese Veneto.

Il presidente Stefano Pezzo ha presentato i dati nazionali relativi all'export dei primi nove mesi evidenziando le buone performance di alcune produzioni di punta del territorio regionale: dalle mele (controvalore di 654 milioni di euro, +11% rispetto all'analogo periodo 2020), alle pere (77 milioni, +10,76%), dal kiwi (quasi 295 milioni di euro, +12,7%) a pesche/nettarine (quasi 136 milioni, +25,8%), dal radicchio (5 milioni di euro di export, +100%) alle carote in controtendenza con un dato di 58 milioni, in calo del 6% circa.



E flettono, in Veneto, le superfici coltivate a frutta, soprattutto pesche e nettarine (1.725 ettari nel 2020, -15%) e pere (2.561 ettari, -10%). Stabili le mele, al vertice con quasi 6mila ettari (-0,3% sul 2019) mentre kiwi e ciliegie arretrano del 4% circa.

Claudio Scalise di Sg Marketing ha parlato di "Varietà club brevettate e varietà vegetali; impatto sul mercato" essenziale per garantire distintività e valorizzare. Oggi si può produrre in qualche parte del mondo ma per dar vita a una nuova cultivar, dalla selezione alla verifica dell'accettabilità commerciale, servono una quindicina d'anni. E i breeder si sono posti il problema di tutelare la proprietà intellettuale.

Questa esigenza di tutela si coniuga con l'opportunità di avere e commercializzare prodotti unici. La tutela ha due modelli: tradizionale (gestione vivaistica) e di gestione inclusiva, che rende l'acquirente "licenziatario" con una più complessa operazione gestionale e royalty pagate anno per anno: spesso la varietà viene data in concessione al commercializzatore. Che deve controllare sviluppo e marca. Tra gli esempi portati all'attenzione dei soci di Fruitimprese Veneto da Scalise, che ne ha spiegato le diverse dinamiche: Candonga, Rossetta, Fragola Matera, Si-Bon, Diva, Violì.


Il presidente Stefano Pezzo

Per l'uva vengono individuate quattro modelli: libere; royalty all'impianto; all'impianto e commerciale; all'impianto e commerciale più club. La relazione si è incentrata sulle varietà apirene come le Arra. Quindi una spiegazione dello schema relativo ai brand varietali e focus sul brand Pink Lady, tra i precursori e sulle nuove varietà di mele, che in Gdo valgono oggi il 12,7% contro il 6,8% del 2015. Scalise ha infine citato il caso Zespri: quando la varietà diventa proprietà esclusiva di una multinazionale.

Chiara Mariuzzi dello studio Forte ha quindi trattato il tema della protezione della varietà vegetali dal punto di vista normativo.

Copyright 2021 Italiafruit News


Leggi altri articoli di:

Leggi altri articoli su:

Altri articoli che potrebbero interessarti: