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mercoledì 13 ottobre 2021


Tutti i vantaggi della concimazione post-raccolta

Il 2021 è un anno che passerà alla storia per la frutticoltura: tra le gelate primaverili e un'estate siccitosa, gli alberi da frutto sono stati messi a dura prova dall'andamento climatico. A maggior ragione la concimazione fogliare post-raccolta assume quest'anno un ruolo ancora più importante.

“Si tratta di una pratica di grande importanza agronomica, in quanto aggiungendosi a quella al terreno, è essenziale per restituire in modo completo gli elementi asportati durante il ciclo colturale”, ribadisce Pierfranco Baraglia, direttore tecnico di Greenhas Group. Un intervento in questa fase serve quindi a porre le basi per sviluppare al meglio la prossima stagione.



L'intervento per via fogliare, infatti, consente ai principi nutritivi di arrivare velocemente agli organi di riserva in un momento in cui le condizioni ambientali possono condizionare, fino ad inibire, la capacità assorbente delle radici. “In questo modo andiamo ad arricchire gli organi legnosi con sostanze essenziali sia alla nutrizione delle gemme che utili a garantire nutrienti al risveglio vegetativo – prosegue Baraglia – Così si promuove una abbondante ed uniforme fioritura, ed un armonioso germogliamento. Inoltre non dimentichiamoci che nel periodo precedente la fioritura l'assorbimento dei nutrienti da radici e foglie non è mai sufficiente a sostenere le piante nelle prima fasi del ciclo colturale, bene quindi avere delle riserve e le riserve le possiamo costituire proprio ora con una concimazione fogliare post-raccolta”.



Reintegrare le riserve rappresenta una buona pratica agronomica. Oltre a fornire i nutrienti per la prossima campagna produttiva ha anche altri effetti positivi, a partire dal superamento degli stress climatici e della loro prevenzione. Infatti andando a incrementare con la concimazione i sali minerali presenti nella linfa, si aumenta anche il punto crioscopico delle gemme e quindi la resistenza alle gelate. “Ma l'intervento in post-raccolta garantisce anche la piena differenziazione delle gemme, un'elevata fertilità e un uniforme germogliamento; oltre a contribuire all'aumento del numero dei fiori in primavera – illustra il direttore tecnico di Greenhas Group – Si gettano quindi le basi di un'ottima allegagione, riducendo l'alternanza di produzione”.

I trattamenti post-raccolta si basano ovviamente su specifici formulati. Greenhas Group ha messo a punto specifici programmi post-raccolta in cui impiegare biostimolanti e specialità nutrizionali con un'assimilabilità veloce e un'elevata biodisponibilità dei nutrienti.



Ogni strategia di intervento di Greenhas Group prevede un approccio per coltura e per obiettivo agronomico specifico: l'azienda ha predisposto una guida (clicca qui per consultarla) in cui riassume i prodotti da impiegare per drupacee, pomacee, uva da tavola, actinidia e agrumi.

I formulati alla base di queste strategie sono Hascon M 10 Ad per l’agostamento del legno; Greenmix per la reintegrazione di microelementi; Green BZn per fornire Boro e Zinco ed aumentare l’allegagione; Nutrolen per incrementare le riserve azotate e Carrier Cu Wdg per ottenere un’uniformità nella caduta delle foglie e prevenire carenze di rame.

Greenhas Group offre anche linee specifiche per le esigenze dell’agricoltura biologica.

Per ulteriori approfondimenti https://www.greenhasitalia.com/it/

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