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lunedì 11 ottobre 2021


«Carciofi, volumi importanti da fine ottobre»

In Sardegna, negli ultimi giorni, le temperature medie sono scese ed è cominciata a cadere un po’ di poggia. Dopo un’estata siccitosa, le carciofaie hanno iniziato così a scaldare i motori. Le prime raccolte sono partite nell’areale precoce di Villasor-Serramanna, con quantitativi irrisori di qualità non eccelsa, come sempre accade per i primi stacchi. 

“La campagna vera e propria dei capolini sardi comincerà tra circa 15 giorni, nel periodo a cavallo tra fine ottobre ed inizio novembre, quando disporremo di volumi significativi e potremo iniziare a garantire una certa continuità sui mercati”, dice a Italiafruit News Filippo Frongia, co-titolare del Gruppo Agro Mediterranea, importante player del settore orticolo dell’isola.

Contestualmente alla campagna cinaricola partirà anche quella dei pomodori in serra: “Le catene italiane della Gdo stanno aspettando con ansia le nuove produzioni autunno-invernali anche alla luce dei prezzi stellari di questi ultimi mesi. Noi produciamo il moro sardo, il cuore di bue e la gamma delle tipologie rosse composta da ciliegini, datterini e piccadilly”. 



“Dal periodo di Natale, inoltre, prevediamo di partire con le prime raccolte di asparagi. La novità di quest’anno è infatti l’acquisizione di una asparagiaia sotto serra da 14mila metri quadrati. In questo modo anticiperemo la stagione dell’asparago in campo aperto, andando ad occupare una fetta del mercato nazionale ad appannaggio del prodotto importato”.

“Per i prossimi mesi – prosegue Frongia – ci auguriamo di poter confermare i buoni risultati dell’estate, raggiunti con il melone verde Piel de Sapo e con le melanzane viola e tonda nera. L’equilibrio tra domanda e offerta ha favorito la campagna dei tre articoli, che stiamo continuando a vendere ancora oggi in buona quantità. La scorsa settimana, per esempio, abbiamo servito circa 1.000 quintali di Piel de Sapo alla clientela della Gdo italiana”.

La carenza di manodopera ed i rincari dei costi delle materie prime sono le due principali criticità che i produttori sardi – così come quelli di tutte le regioni d’Italia – si trovano ora ad affrontare. "Per quanto riguarda la forza lavoro, ci stiamo rivolgendo alle agenzie interinali del territorio per ricercare persone interessate a lavorare sia nei campi sia nei magazzini. La politica nazionale dell'assistenzialismo si sta purtroppo riflettendo sull'intera filiera agricola. Siamo inoltre preoccupati – conclude Frongia – per l'aumento indiscriminato delle materie prime. Confezioni, trasporti ed energia sono più cari. Tali aumenti si ripercuoteranno sicuramente sugli stili di vendita e, di conseguenza, anche sulla spesa del consumatore finale".



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