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venerdì 1 ottobre 2021


Drosophila Suzukii, il cerchio si stringe

Si intensifica la lotta alla Drosophila Suzukii: sono stati rilasciati ieri a Marano di Valpolicella, in provincia di Verona, i primi esemplari di Ganaspis brasiliensis che, nelle scorse settimane, aveva volato per la prima volta anche in altre regioni (l'autorizzazione ministeriale per il rilascio interessa Veneto, Piemonte, Valle d'Aosta, Emilia Romagna, Campania, Sicilia, Puglia e le Province autonome di Trento e Bolzano). Molte le speranze riposte in questo parassitoide nell'ottica di cercare di contrastare in modo sostanziale il moscerino killer che aggredisce ciliegie, fragole e piccoli frutti capace di cagionare dalla sua comparsa - datata 2011 - danni medi annui stimati, per il solo comparto frutticolo veronese, in oltre 500mila euro, cui vanno aggiunte le conseguenze indirette.

Al lancio sperimentale erano presenti il responsabile del servizio fitosanitario della Regione Veneto Giovanni Zanini, Nicola Mori del Dipartimento di biotecnologie dell'Università degli Studi di Verona, il responsabile settore ortofrutta di Coldiretti Verona Giorgio Girardi e alcuni produttori veronesi di ciliegie e piccoli frutti. In agosto - è stato ricordato ieri durante il lancio - il ministero per la Transizione Ecologica ha autorizzato l’utilizzo del parassitoide Ganaspis brasiliensis per valutare l’adattabilità e la sua reale efficacia; il mese successivo l’Uo Fitosanitario della Regione, in collaborazione con il Dipartimento di Biotecnologie Università di Verona ha avviato il progetto che prevede per l'anno in corso una prova sperimentale in due siti rappresentativi della realtà cerasicola regionale, in provincia di Verona e in provincia di Vicenza (dove i lanci sono stati effettuati martedì); le ricerche proseguiranno in modo più ampio nel 2022 e 2023, coinvolgendo l'intero territorio regionale.

“Il Ganaspis brasiliensis – ha spiegato Zanini - ha la funzione di parasitizzare le larve del moscerino, e quindi creare un nuovo equilibrio biologico che dovrà tenere sotto controllo la popolazione di Drosophila suzukii. Questo è il nostro auspicio insieme agli enti scientifici che ci supportano e alle altre sei regioni che hanno partecipato al programma”. A Marano di Valpolicella l’agricoltura confina con zone naturali; per questo è stato ritenuto il posto ideale per il rilascio sperimentale, spiega in una nota Coldiretti Verona. Qui l’insetto si moltiplica velocemente e lo stesso dovrebbe avvenire anche per il Ganaspis brasiliensis il quale è stato scelto proprio perché in grado di colpire quasi esclusivamente la Drosophila suzukii. Nella primavera 2021 la Coldiretti scaligera ha avviato con l’Università di Verona, il Centro studi Agrea e altri partner sostenitori un progetto di monitoraggio sull’area ciliegio delle colline veronesi per analizzare la situazione della coltura oltre alla presenza, densità ed infestazione dei principali fitofagi del ciliegio, così da fornire ai produttori aggiornamenti e consigli pratici tramite un bollettino settimanale.
Il progetto, nel Veronese, ha coinvolto 15 siti in altrettante realtà produttive rappresentative della cerasicoltura locale caratterizzati da diversa altimetria, dalla presenza di fattori favorevoli allo sviluppo dei fitofagi e di contemporanea presenza di cultivar a maturazione precoce, media e tardiva. Il monitoraggio è avvenuto soprattutto con l’impiego di trappole rosse posizionate e attivate con attrattivo alimentare prima dell’inizio dell’invaiatura delle cultivar più precoci nelle zone calde, e rimosse a fine giugno-inizio luglio, in coincidenza con la fine della raccolta delle ciliegie tardive in alta collina.
“Nel veronese – evidenzia il prof. Nicola Mori - la ciliegia è la coltura maggiormente colpita e gli attacchi di Drosphila suzukii aumentano con il susseguirsi della stagione. Mediamente vengono colpiti il 2-3% di frutti infestati nelle varietà precoci (Adriana, Giorgia) l’11-16% nelle varietà di media maturazione come Mora Di Cazzano, Van, Black Star e il 30-60% in quelle tardive quali Regina e Ferrovia. L’aggressività del moscerino si è dimostrata molto variabile in funzione dell’areale e dell’andamento climatico: zone cerasicole di media-alta collina in prossimità ad aree semi-naturali sono le zone maggiormente colpite, a differenza delle zone di pianura circondate da seminativi dove il problema è quasi assente. Inoltre, primavere miti ed umide favoriscono lo sviluppo del dittero al contrario di climi caldi e secchi". "La seconda coltura suscettibile alle infestazioni da Drosphila suzukii - ha aggiunto Mori - è la fragola coltivata in estate in montagna e in autunno in pianura; le condizioni ideali per lo sviluppo del dittero hanno fatto registrare infestazioni medie del 4%, con picchi del 30% nelle annate più fresche e umide". Dal punto di vista sociale, ha aggiunto il ricercatore, i settori della cerasicoltura e dei piccoli frutti vedono una moltitudine di appezzamenti di piccole e medie dimensioni gestiti sia da agricoltori specializzati che da produttori per i quali tale attività costituisce un importante integrazione al reddito familiare. In molti casi, le perdite economiche dovute alla mancata vendita dei frutti danneggiati e l’incremento dei costi dovuti alla cernita e agli interventi di gestione hanno portato gli agricoltori ad abbandonare la raccolta della frutta. Le ciliegie non raccolte forniscono una ulteriore cospicua fonte di sostentamento alle popolazioni di Drosphila suzukii rendendo molto onerosa le coltivazioni soprattutto nelle zone collinari che sono quelle maggiormente vocate per la cerasicoltura. “Ci auguriamo che il Ganaspis brasiliensis si dimostri efficace per il contenimento biologico e selettivo verso la Drosophila suzukii, come hanno evidenziato studi americani e svizzeri", ha concluso Girardi.

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