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giovedì 16 settembre 2021


«Aumento costi, la filiera li ammortizzi»

Il caro materie prime preoccupa anche la distribuzione moderna. C'è un aumento dei costi che sta travolgendo il settore primario - e anche l'ortofrutta è investita da questo fenomeno - tra crescita dei prezzi dei materiali necessari alla produzione, energia (clicca qui per approfondire), trasporti, packaging... Una situazione che rischia di generare tensioni e che non è sfuggita a Coop Italia.



Ieri, durante l’incontro “Coop-G20 Coltivare il futuro” che si è tenuto a Firenze (clicca qui per leggere l'articolo), il presidente Marco Pedroni è intervenuto sul tema. "Stanno esplodendo i prezzi delle materie prime, dei noli, dei trasporti, dell'energia, si rischia un'inflazione da costi terribile che rischia di stoppare la ripresa, ripresa che invece sta avvenendo - l'analisi del numero uno di Coop - Stanno arrivando richieste di aumento, pensiamo di trasferirle tutte ai consumatori? No, è sbagliato e impossibile. Dobbiamo prenderci carico del problema, ognuno per la sua parte, facendo da ammortizzatore. E questo sta dentro un'idea di collaborazione, diversa dall'idea di fare l'affare di mercato sul breve periodo".

Collaborazione di filiera, dunque, che come ha detto Pedroni "va oltre alle dinamiche commerciali e di mercato. Un'integrazione verticale che non va assolutamente negata: i 500 produttori del nostro mondo agricolo che fanno prodotti a marchio Coop hanno rapporti con noi mediamente da 15 anni, alcuni da 30. E' fondamentale costruire questo".



La collaborazione è importante, ma non basta più, ha rimarcato poi Pedroni, ricordando il gap infrastrutturale del Paese e la necessità di accorciare i passaggi. "Serve un'efficienza infrastrutturale, una riduzione dell'intermediazione e un'aggregazione degli agricoltori. C'è poi un grande lavoro da fare per rendere evidente il prezzo giusto, che tiene in equilibro le varie esigenze e che sia riconoscibile da tutti. Noi ci rifiutiamo di fare aste a doppio ribasso, con qualunque metodo, anzi, analizziamo i mercati per evitare di pagare meno un prodotto, come abbiamo fatto recentemente con il pomodoro".

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