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martedì 14 settembre 2021


«Pere, le Nbt sono l’unica soluzione»

I pericoltori dell’Emilia-Romagna hanno ormai terminato gli stacchi dell'Abate Fétel, varietà conosciuta nel mondo come la "regina delle pere italiane". Un’attività di raccolta che, nei vari territori della Regione, è durata solo qualche giorno a causa del ridottissimo numero di frutti sulle piante. La produzione dell’annata segna infatti il minimo storico a causa delle gelate tardive.

“La raccolta dell’Abate Fétel è stata velocissima e ha confermato, se non addirittura aggravato, le previsioni iniziali”, commenta a Italiafruit News Albano Bergami, importante pericoltore di Ferrara nonché ex presidente dei frutticoltori di Confagricoltura Nazionale. A proposito delle indicazioni emerse dopo le raccolte, “i danni da gelate, che erano già molto evidenti nel ferrarese – prosegue – si sono sommati a quelli della maculatura bruna che si è manifestata in maniera diffusa nelle settimane precedenti alla raccolta. Poi c’è stato anche il problema, secondario per il nostro territorio, dei danni da cimice asiatica”.

“Chi più e chi meno, quest’anno tutti i produttori dell’areale ferrarese hanno registrato la presenza della maculatura bruna nei propri pereti di Abate. La malattia è stata quindi segnalata anche da quei produttori che l’anno scorso erano rimasti indenni. Alcuni colleghi hanno ritenuto non economico realizzare le raccolte a fronte dei danni enormi. In tanti, purtroppo, stanno pensando di estirpare gli impianti. Perché le strade per il futuro non sono ben chiare”.


Albano Bergami

I rischi relativi a clima ed insetti possono infatti essere affrontati con reti di protezione e sistemi di difesa attiva, sostenuti da un nuovo bando della Regione Emilia-Romagna. Mentre per quanto riguarda la maculatura bruna (ma anche il cancro da valsa che causa la morìa del pero), i produttori non possono contare su soluzioni risolutive. Questa incertezza va a deprimere gli investimenti produttivi.

“Per la tenuta del comparto pere c’è solo una strada, obbligata, che l’intera filiera e la politica, regionale, nazionale e comunitaria, devono prendere – sottolinea Bergami – Bisogna affidarsi al miglioramento genetico, puntando sulle nuove biotecnologie Nbt (New breeding techniques) che, ci tengo a ricordarlo, non hanno nulla a che vedere con gli Ogm”.

“Se le cose rimarranno come sono adesso, la pericoltura italiana è destinata a soccombere – conclude – Dai primi studi sperimentali emergono tutti gli elementi per poter affermare che il miglioramento genetico potrebbe essere in grado di dare una risposta risolutiva alla maculatura bruna. Le possibilità ci sono e anche elevate. Il settore e la politica dovrebbero agire uniti in questa direzione”.

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