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«Fattore G decisivo per l'ortofrutta»

Il fattore "g" è sempre più determinante e serve un ulteriore sforzo per garantirlo costantemente, qualificando e permeando di distintività le produzioni: è un coro unanime quello con cui gli opinion leader del settore interpellati da Italiafruit News commentano i risultati del sondaggio condotto dal gruppo Agroter al Macfrut di Rimini.

"Può sembrare ovvio - spiega Ilenio Bastoni, senior manager di Greenyard Fresh Italy - ma troppo spesso viene dimenticato: il gusto è uno dei driver, forse il principale, per implementare consumi e redditività, un percorso per noi obbligato considerando che il sistema italiano non è competitivo in termini di costi e deve quindi puntare su fattori come territorio, origine, sulle certificazioni e ovviamente sulla gratificazione del palato per risultare vincente". "A mio avviso poi - aggiunge Bastoni - va avviata una riflessione sul sistema dei costi per capire dove intervenire, dove migliorare la competitività per abbandonare una volta per tutte le logica della commodity".



"Il sapore è determinante per la fidelizzazione del consumatore", il parere di Davide Vernocchi, produttore e coordinatore di Alleanza delle Cooperative. "La componente estetica è importante per attrarre chi deve acquistare ma poi è il gusto la leva importante per convincerlo a riacquistare nel tempo. Gusto che deve essere lineare per tutta la campagna di commercializzazione".

"Il gusto - afferma Marco Eleuteri di Op Armonia - è il valore per noi più importante nelle scelte varietali ed agronomiche, ed è anche la principale fondamenta su cui poggia la nostra linea Premium Dolce: l’aspetto Gourmet in primis, dunque, davanti all’aspetto nutrizionale, anch’esso importante per la linea Dolce i cui colori, non a caso, rimandano alle caratteristiche nutraceutiche della frutta".

Il responsabile commerciale di Agricola Campidanese Salvatore Lotta fa presente che "il gusto è determinante in particolare per quei retailer che si propongono di valorizzare filiere e prodotti e vendono l'ortofrutta a un prezzo medio alto: per loro la ricerca della qualità con la q maiuscola è importante e lo sarà ancor di più per differenziarsi, mentre nelle altre insegne, più inclini al primo prezzo, l'attenzione tali fattori appare meno spasmodica e decisiva".



“Solo il consumatore ha in mano le chiavi del successo di una filiera, ma la filiera può fare molto per farsi scegliere e trovare il valore che merita”, commenta Leonardo Odorizzi, socio fondatore de La Grande Bellezza Italiana. “Il valore per noi, sta nel riuscire a soddisfare il compratore finale così che proceda al riacquisto del prodotto. Serve identificare l’areale più vocato per la produzione: sole, mare, montagna o lago sono elementi distintivi del nostro territorio che garantiscono lo sviluppo del gusto e del colore. Ogni regione regala prodotti che soddisfano i nostri palati. La bellezza sta in questo: ogni prodotto è unico e speciale”.

“Per quanto riguarda la miglior classificazione dei segmenti primo prezzo, Bio, Residuo zero, locale, seppur parliamo di elementi di distintivi - conclude Odorizzi approfondendo altri spunti emersi dal sondaggio - è necessario fare molta attenzione in quanto il consumatore va accompagnato per apprezzarne i diversi significati. Soltanto una comunicazione mirata può soddisfare questa conoscenza, oggi solo una nicchia di appassionati sanno veramente cogliere il valore di questa differenziazione”.

La voce dell'ingrosso è affidata al direttore del Maap Francesco Cera: "Il gusto è determinante - esordisce - e lo vediamo ogni giorno nel mercato allo ingrosso di Padova dove ogni mattina, ogni notte, come in tutti i mercati italiani, si manifesta il vero “plus"  commerciale offerto da queste strutture, ovvero la merce che viene selezionata “de visu” dal buyer del dettaglio piuttosto che della Gdo che la vede e la assaggia al momento stesso dello acquisto".


"I primi assaggiatori del prodotto infatti - prosegue Cera - sono proprio i buyer, in nome e per conto del loro cliente finale e questa possibilità conferisce alta qualità e selezione fin dalla origine dell’acquisto. In sintesi il primo controllo qualità viene fatto proprio dal buyer stesso in mercato che alla fine fa due lavori in uno, acquisto e controllo qualità; egli sa di non avere sorprese quando il prodotto arriva in Cedi, ad esempio un supermercato, ed è certo che il prodotto sarà apprezzato e pagato volentieri dal consumatore perché sicuramente buono e di alto gusto e soddisfazione. Insomma - conclude Cera - una vera e unica e trasparente catena del valore garantita dal sistema mercatale all'ingrosso".

E mentre il direttore di Fruitimprese Pietro Mauro definisce "determinante" il gusto, a valle della filiera Giampaolo Ferri di Coop Alleanza 3.0 afferma che "i report dicono chiaramente come i prodotti alto vendenti siano quelli con maggiore qualità: non si può più prescindere da quella".

Donatella Prampolini, presidente dei dettaglianti dell'alimentazione Fida-Confcommercio oltre che di Realco-Sigma conferma: "Il consumatore ci ha fatto capire in tutti i modi che oggi l’acquisto non vuol dire solo comprare qualcosa, ma è “vivere un’esperienza”, “emozionarsi”; di conseguenza  non ci sorprendono i risultati del sondaggio. Oggi - conclude - il cibo va ben al di là del semplice bisogno primario, è qualcosa che deve appagare tutti i sensi".

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