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mercoledì 1 settembre 2021


La grandine sorprende il Nord Est

Qualche produttore agricolo del Nord Italia pensava che il pericolo fosse ormai scampato. Dato che le temperature medie, dopo il caldo africano di qualche settimana fa, si erano già abbassate nettamente. La grandine si conferma però una insidia continua e sempre dietro l’angolo per il nostro settore. Negli ultimi due giorni, infatti, è tornata a colpire duramente, e un po’ a sorpresa, le regioni del Veneto e dell’Emilia-Romagna.

Tra le “vittime” più illustri l’Azienda agricola Baraldo, specializzata nella produzione di orticole nel Padovano: “Nella giornata di lunedì 30 agosto, due diversi temporali con grandine hanno danneggiato le nostre zucchine estive, colpendo due interi appezzamenti di tre ettari l’uno a Monsélice e una parte di un altro impianto che coltiviamo a Galzignano Terme, sui colli Euganei -  commenta a Italiafruit News Fabio Baraldo - Per fortuna, i chicchi di grandine non sono caduti a Pernumia, dove abbiamo altro un appezzamento di zucchine esteso su circa tre ettari”.



Altri comuni del Padovano colpiti dall’evento eccezionale sono Tribano, Pozzonovo e Bagnoli di Sopra. “Dove è caduta, la grandine ha causato danni rilevanti a tutti gli ortaggi che erano prossimi alla raccolta, come ad esempio i cavoli. Gravi problemi si prospettano per le uve da vino, come il merlot”, sottolinea lo stesso produttore. Altre segnalazioni sono giunte tra lunedì e martedì dal Vicentino e dall'Emilia-Romagna, dove violente grandinate hanno interessato a macchia di leopardo il Ravennate, il Ferrarese e il Piacentino.  

Alle associazioni agricole ed ai periti assicurativi spetterà ora compito di calcolare le perdite: “Noi siamo assicurati contro la grandine anche perchè ormai, nella zona, questo fenomeno è diventato un’abitudine - rileva Baraldo - Si è verificata tre volte nel 2020 e due volte nel 2019. Per quest’estate pensavamo di aver superato il momento più critico, visto che le temperature si erano abbassate già da più di una settimana”. 



Baraldo teme che, nei campi colpiti, l’intera produzione di zucchine ancora da raccogliere andrà persa. Ma è ancora troppo presto per dirlo. 

“Ora dovremo rimboccarci le maniche, cercando di salvare il salvabile – conclude – Il nostro lavoro si concentrerà sulla pulizia e la nutrizione delle piante colpite provando poi, tra circa 10 giorni, la ripresa della raccolta se il prodotto sarà idoneo alla commercializzazione. Altrimenti dovremmo dismettere gli impianti prematuramente".

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