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venerdì 30 luglio 2021


Quando il pomodoro da industria diventa 4.0

Rilevamenti satellitari, sonde e sensori di monitoraggio, tecniche agronomiche innovative: è il circuito virtuoso che ha creato l’Organizzazione di produttori Mita, per la gestione colturale in chiave 4.0 delle proprie coltivazioni di pomodoro da industria

“Stiamo mappando tutti i terreni dell’Op dedicati a questa coltura con tecnologie di agricoltura 4.0. In questo modo riusciamo a minimizzare gli interventi fitosanitari ed i consumi di acqua, migliorando al tempo stesso le potenziali rese produttive e, soprattutto, la qualità offerta all’industria conserviera”, conferma a Italiafruit News Nelli Tagliafierro, presidente dell’Op.

"Una delle sfide in assoluto più interessanti per il comparto del pomodoro da industria è quella del residuo zero, anche alla luce della sempre maggiore attenzione dei consumatori confronti di pratiche colturali sostenibili".



Per quanto riguarda l’andamento meteo degli ultimi mesi, il presidente sottolinea: “Abbiamo notato come il freddo del primo mese abbia inciso sulla crescita delle giovani piantine, mentre il forte caldo di fine giugno e luglio ha impattato sulla fecondazione floreale dei trapianti tardivi con conseguenti aborti fiorali. La qualità e le quantità dell’annata potranno essere valutate solo nelle prossime settimane”.

In termini di superfici, la produzione dell’oro rosso dell’Op Mita si sviluppa su circa 800-1.000 ettari ed è concentrata in particolare nell’areale vocato della Puglia. "Questo prodotto lo coltiviamo anche in Campania, Lazio, Toscana, Basilicata e Calabria. Le raccolte sono iniziate negli areali della Puglia (pomodorino e pomodoro lungo) e della Campania (pomodoro tondo)", tiene a precisare il presidente.



L'intera produzione è interamente venduta all’industria conserviera italianaIl pomodoro da industria è la coltura più importante per l'Op, che dispone comunque di una offerta ortofrutticola molto varia, lavorando e commercializzando tante referenze di stagione a partire dal finocchio. 

Riconosciuta ufficialmente come Op lo scorso 30 dicembre 2020, Mita nasce dall'aggregazione tra 75 produttori di sette regioni: Campania, Basilicata, Calabria, Lazio, Toscana, Abruzzo e Puglia. Lo slogan aziendale è "AmaMITAnto", un pay off che racchiude i valori dell'organizzazione: non solo amore per la terra e attenzione all’ambiente, ma anche una dichiarazione di fedeltà e sincerità con i partner e i clienti. I prodotti Mita sono certificati GlobalGap, Grasp e Ifs Food. A breve si aggiungerà anche la nuova certificazione Iso 22005 che riguarda la rintracciabilità di filiera.

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