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venerdì 30 luglio 2021


Pomodori, un sistema nervoso per segnalare i danni

I pomodori che vengono mangiati dagli insetti utilizzano segnali elettrici per inviare un avviso al resto della pianta, in modo simile al modo in cui il nostro sistema nervoso avverte di un danno.

I messaggi sembrano aiutare la pianta a organizzare forme di difesa come il rilascio di perossido di idrogeno, una sostanza chimica reattiva che combatte le infezioni microbiche dei tessuti danneggiati, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Frontiers in Sustainable Food Systems.

Il sistema nervoso: siamo uomini o pomodori?
Il sistema nervoso umano, lo sapete, utilizza cellule specializzate chiamate neuroni per inviare segnali elettrici tra le diverse parti del corpo. Le piante mancano di neuroni, ma hanno un “sistema conduttore”: tubi lunghi e sottili chiamati xilema e floema per spostare la linfa tra le radici, le foglie e i frutti. Gli ioni carichi che fluiscono dentro e fuori questi tubi possono propagare segnali elettrici intorno a diverse parti della pianta in modo simile ai neuroni, sebbene si sappia molto meno del processo nelle piante che negli animali.

Il lavoro precedente ha scoperto che nei pomodori le foglie fisicamente danneggiate inviano segnali elettrici ad altre foglie. In un nuovo studio, Gabriela Niemeyer Reissig dell’Università Federale di Pelotas in Brasile e i suoi colleghi hanno studiato se ciò potesse accadere con la frutta.

Lo studio
Il team di ricerca ha studiato piccole piante di pomodori ciliegini (i pomodori sono un frutto, botanicamente parlando) mettendole all’interno di gabbie di Faraday, che bloccano i campi elettrici esterni. Sulla superficie dei pomodori, poi, ha messo i bruchi della falena helicoverpa armigera.

Gli elettrodi posizionati nei gambi dei pomodori sono il fulcro dello studio. Hanno mostrato che i modelli di attività elettrica sono cambiati durante e dopo che i bruchi hanno iniziato a mangiare. Inoltre variavano a seconda che i frutti fossero maturi o verdi. “L’attività elettrica del frutto cambia costantemente ogni secondo”, dice Niemeyer Reissig. “Possiamo trovare uno schema distinto nell’attività elettrica quando un insetto attacca”.

C’è stato anche un aumento dei livelli di perossido di idrogeno prodotto da frutti e foglie intatti su una pianta attaccata. “Questo è probabilmente per evitare infezioni microbiche del tessuto vegetale danneggiato. Un’altra ipotesi è che sia una strategia per causare la morte cellulare nella regione colpita, prevenendo la diffusione di agenti patogeni”, dicono gli autori.

Un filone molto interessante, questo, che promette molte sorprese nei prossimi anni.

Fonte: Futuroprossimo.it


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