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lunedì 26 luglio 2021


Ghiaccio sulle mele, frutti e impianti distrutti

Tra i 500 e i 600 ettari di frutteto travolti dalla grandine con danni ingenti, in fase di valutazione: il Trentino delle mele finisce nella morsa del maltempo estremo in un periodo dell'anno in cui, solitamente, questi eventi non accadono. Ma il climate change purtroppo ci ha abituati a questo ed altro.

Giovedì 22 luglio violenti nubifragi e chicchi di ghiaccio si sono abbattuti in pochi minuti, a partire dalle 15.30, sulla val di Non, sulla Vallagarina e a cavallo di Rotaliana e Val di Cembra. Colpiti in particolare i meleti di Tuenno e Pavillo. In alcuni punti anche le reti anti-grandine non hanno tenuto e sono state danneggiate dal maltempo. 



Secondo le prime rilevazioni la grandine ha colpito con intensità diversa circa 5-600 ettari di meleti in Val di Non cui si aggiungono 600 ettari di vigneto in Rotaliana (da Mezzocorona a Roveré della Luna, fino a Cadino, Faedo e San Michele all’Adige). Nelle zone in cui la grandine ha colpito i frutti in maniera più pesante, si stima una perdita quasi totale del raccolto. Nel mirino della tempesta, in particolare, i meleti dei comuni nonesi di Predaia e Ville d’Anaunia, dove sono stati interessati ampi appezzamenti con valori assicurati per quasi 25 milioni di euro. 



Il Consorzio di difesa di Trento Codipra definisce "importanti" i danni che si stanno registrando dai diversi sopralluoghi: venerdì mattina il presidente Giorgio Gaiardelli e il direttore Marica Sartori, assieme all’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli, hanno visitato i meleti di Predaia e Ville d’Anaunia e i vigneti della zona di Mezzocorona e Roverè della Luna. Per toccare con mano e valutare i danni causati dalla forte ondata di maltempo, nel pomeriggio sono continuati i sopralluoghi nelle aree colpite della Val di Non, dove è stato possibile anche organizzare, grazie alla collaborazione di Melinda, due incontri di confronto tecnico (nella foto sotto un momento) con i melicoltori che hanno visto un intero anno di lavoro andato in fumo in pochi minuti. 



"Dobbiamo constatare come eventi di questo genere appaiano sempre più frequenti e intensi, con danni anche sotto il profilo qualitativo e degli impianti ed effetti che si ripercuoteranno anche sulle prossime annate", ha commentato l'assessore Zanotelli. "Va dunque ricordata l'importanza di usufruire degli strumenti a disposizione per la gestione del rischio promossi anche dalla Provincia". 

Circa il 95% dei melicoltori trentini sono assicurati contro i danni da maltempo e dunque potranno contare su un intervento economico rispetto ai danni subiti. Inoltre, grazie a un contributo provinciale - a partire dal 2020 - è stato possibile estendere agli assicurati la polizza ai danni provocati agli impianti produttivi.

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