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giovedì 17 giugno 2021


Salento, è allarme manodopera per patate e angurie

Con la bella stagione, cominciano a maturare i frutti preziosi della terra salentina: prodotti di grande qualità. Ma molti imprenditori lanciano l’allarme: manca la manodopera. Un problema che ci viene posto soprattutto dalle piccole aziende agricole: Marco Margari, che da anni opera nel settore agricolo, commerciante di ortofrutta di Taviano, ci spiega che tutto il settore è in grande difficoltà. “Non riusciamo a trovare personale adeguato per raccogliere. La manovalanza straniera non sappiamo dove trovarla: è a Nardò e non è facile trasportarla nelle campagne senza sopportare costi eccessivi”. È colpa del reddito di cittadinanza, che dà dignità a chi l’aveva persa e impedisce sfruttamento o colpa di un mercato che schiaccia i più deboli, chi punta alla qualità e le piccole imprese? Manca un scuola per avviare i giovani a cimentarsi in questo settore? Qual è il futuro dell’agricoltura e dei prodotti salentini? Queste sono le domande da porsi. Le ciliegie vengono vendute a un euro dai produttori, ma poi al supermercato vengono rivendute a 16 euro ai consumatori: la produzione non viene pagata adeguatamente, il guadagno è tutto dei grandi mercati. C’è anche il problema del fatto che i piccoli sono troppi individualisti e non si uniscono.

Ci sono molti motivi dietro la mancanza di manovalanza. Intanto è arrivato il tempo della raccolta delle patate e non si trova il personale. “L’agricoltore è un mestiere, devi essere allenato anche per raccogliere le patate – ci spiega un addetto ai lavori - Se prendo qualcuno che non è del settore, non riesce a stare nemmeno mezza giornata. Bisogna preparare le persone disoccupate. Non riusciamo a raccogliere i prodotti della terra salentina. Molte persone che lavoravano a giornata non le troviamo più a causa del reddito di cittadinanza. Non possiamo assumere persone senza ingaggio. Ora ci sono problemi con le patate, poi ci saranno con le angurie. In campo agricolo abbiamo tante difficoltà: siamo lontani dai mercati del centro Europa. Marco Margari di Taviano, è stato uno dei protagonisti dell’esportazione delle patate novelle nel centro Europa, cosa che non avviene più. Il centro di Melissano è fermo: quello potrebbe essere un collegamento importante con l’Europa. Manca una scuola di agricoltura per i giovani che vogliono fare questo lavoro. Se una persona non ha esperienza, è difficile”. In molti giurano di offrire le paghe previste per la categoria dai contratti nazionali di lavoro. “È un vecchio discorso – commenta l’esperto Giuseppe Ferro – Questo territorio ha bisogno di una visione che rilanci davvero l’agricoltura e che dia una prospettiva alle nuove generazioni che fuggono da dalle nostre terre”. È arrivato il tempo di pensare al futuro della nostra agricoltura tutelando il lavoro e studiando sistemi che facciano arrivare velocemente i nostri prodotti sui mercati europei.

Fonte: Corrieresalentino.it


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