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martedì 15 giugno 2021


«Sulla filiera delle pere si è creata una tempesta perfetta»

Il progetto d'aggregazione dell'Aop dedicata alla pere, presentato formalmente ieri in tutti i suoi dettagli, parte con un'adesione di molto superiore alle aspettative. Diciannove imprese, di cui sei non Op, che sono consapevoli dell'importanza di trovare nuove vie per assicurare un futuro roseo alla filiera pericola dell'Emilia-Romagna, messa in seria difficoltà dopo diverse annate difficili.

"La filiera delle pere versa oggi in una situazione critica dovuta a diversi problemi di carattere fitosanitario, di conservazione, di organizzazione dello stoccaggio, di qualità dei frutti e anche di mercato. A queste questioni si è aggiunta, ultimamente, la problematica dei danni da gelo e si è quindi creata quasi una sorta di tempesta perfetta su questo comparto. Che, ricordo, è una delle filiere principali del settore ortofrutticolo della nostra Regione ma anche nazionale", ha precisato Mauro Grossi, rappresentante delle 19 imprese aderenti al progetto: Afe/Salvi, Apoconerpo, Apofruit Italia, Bergonzoni, Biop, Cico/Mazzoni, Cipof, Consorzio Il Frutteto, Ceor, Europfruit, Gobbi Dino, Granfrutta Zani, La Buona Frutta, Minguzzi, Op Costea/Coferasta, Op Kiwi Sole/Spreafico, Opera, Origine Group e Orogel.

"Una tempesta perfetta vuol dire mettere in discussione parte della stessa filiera", ha proseguito Grossi per sottolineare che i soci della nuova Aop sono mossi dalla consapevolezza che occorre “fare qualcosa di più, e qualcosa di nuovo”, per costruire un nuovo modello di filiera organizzata. "Ad oggi abbiamo raccolto una fortissima adesione delle imprese emiliano-romagnole, superiore a qualunque aspettativa. L'Aop è aperta a tutti e quindi anche al mondo delle società commerciali. Sarà quindi un contenitore composto non solo dalle Op".


Un momento dell'incontro trasmesso online

"Facciamo questo lavoro per rispondere con un approccio nuovo e diverso alle problematiche del settore pericolo - ha aggiunto - Il nostro obiettivo è quello di recuperare valore complessivo per tutta la filiera. Per farlo c'è bisogno del supporto di tutti: istituzioni, organizzazioni agricole, associazioni dei lavoratori e, soprattutto, della distribuzione moderna. Davanti a noi abbiamo sfide di carattere tecnico-produttivo legate alla qualità del prodotto e alla segmentazione dell'offerta, ma anche alla formazione e alla ricerca di nuovi consumatori. Per superarle serve un supporto molto ampio, una visione corale verso questo nuovo progetto".

Nel giro dei prossimi tre anni, in base ai piani, l’Aop dovrebbe arrivare a certificare come prodotto Igp almeno il 35% della produzione totale in suo controllo. “Ritengo che l’Aop aperta anche alle non Op sia uno strumento perfetto per svolgere le funzioni previste dal progetto”, ha rimarcato, da parte sua, Adriano Aldrovandi, presidente del Consorzio della Pera dell’Emilia-Romagna Igp

“Le pere sono da almeno 50 anni un motore economico che ha dato valore e reddito ai nostri agricoltori, alle loro famiglie, ai collaboratori che abbiamo nelle campagne e nei magazzini e anche agli amici del commercio e della distribuzione. Poi, da alcuni anni, come tutti sappiamo, i cambiamenti climatici hanno portato alcuni fenomeni difficili da controllare. Sono sicuro, però, che grazie alla ricerca ci salveremo ancora. Le produzioni devono inoltre essere ben gestite, con l’obiettivo di portare frutti di qualità ai consumatori”.

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