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mercoledì 5 maggio 2021


Agrumeti al posto degli ulivi, la rinascita del Salento

Nuove opportunità in vista per gli olivicoltori salentini decimati dalla Xylella. Nei territori colpiti dall’epidemia, il Comitato fitosanitario nazionale ha deciso il via libera a nuovi impianti di agrumeti e altri alberi da frutto. Oltre alle piante del genere citrus, per le nuove coltivazioni viene fatto specifico riferimento anche alla famiglia delle drupacee, quindi ad agrumi, peschi, ciliegi, mandorli, albicocchi.


Donato Pentassuglia

A margine della riunione che si è tenuta al ministero delle Politiche Agricole e cui ha preso parte l'Osservatorio fitosanitario regionale con il supporto scientifico dell'Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante - Cnr di Bari, l'assessore all'Agricoltura della Regione Puglia Donato Pentassuglia ha commentato il provvedimento con queste parole: "La decisione del Comitato fitosanitario nazionale ha accolto le nostre istanze per offrire un'ulteriore opportunità di rinascita al paesaggio e all'economia salentini vessati dalla Xylella".
"Siamo soddisfatti per un risultato che rappresenta un ulteriore tassello per diversificare e riqualificare il nostro territorio - ha proseguito l'assessore - si tratta di una deroga importante concessa grazie alle interlocuzioni avviate con il ministero, di concerto con le organizzazioni di categoria, per riconvertire le colture del Salento. Obiettivo ultimo è offrire ulteriori prospettive di sviluppo alle zone particolarmente colpite dalla batteriosi anche in un quadro di valorizzazione di un paesaggio così duramente colpito".


Luca Lazzàro 

In prima linea sia nel percorso propositivo che attuativo del provvedimento anche i rappresentanti degli agricoltori pugliesi di Confagricoltura - il presidente di Confagricoltura Puglia Luca Lazzàro e il presidente della Sezione olivicola di Confagricoltura Puglia Pantaleo Greco - che hanno sottolineato: “E’ un primo passo importante per il rilancio economico dell’intero territorio afflitto dal batterio ed impone l’esigenza di costruire una nuova economia agricola”.
E hanno proseguito: “Siamo in attesa del decreto ministeriale con cui saranno finanziati in concreto gli impianti di riconversione. Dal momento in cui gli agricoltori e i proprietari di terreni ricadenti nelle aree colpite potranno far richiesta di impiantare specie arboree diverse dall’ulivo e teoricamente resistenti alla Xylella fastidiosa, si dovrà puntare a costruire una nuova filiera produttiva”. 


Greco Pantaleo

Necessaria a questo punto – hanno sottolineato le due organizzazioni – la formazione di braccianti specializzati nella potatura e nella raccolta di queste varietà, oltre all’organizzazione di centri di stoccaggio.
“Siamo all’anno zero di un processo economico che può veder risorgere l’intero Salento dopo anni in cui lo scenario desolante degli alberi infetti ha sostituito la bellezza di sterminati campi di ulivi secolari – hanno precisato Lazzaro e Greco - Adesso, con la possibilità di impiantare varietà di ulivi e nuove varietà resistenti, il tessuto sociale avrà una nuova economia sulla quale puntare e investire. In questo cambiamento, del quale ci sentiamo anche noi di Confagricoltura ‘genitori’, siamo pronti a supportare nelle scelte i produttori che decideranno di puntare sulle nuove varietà e l’Assessorato all’Agricoltura che dovrà gestire dal suo canto il delicato ma fondamentale passaggio”.  


Giuseppe L'Abbate

Anche il deputato M5S in commissione Agricoltura alla Camera Giuseppe L’Abbate ha commentato il via libera ai reimpianti, sottolineando l'importanza di investire in infrastrutture irrigue. “Fornire acqua in quantità e qualità sufficienti e a un costo adeguato diviene ora in Puglia, e in particolare in Salento, una priorità per il rilancio agricolo dei territori colpiti da Xylella fastidiosa. Sarà cruciale saper utilizzare in maniera efficiente gli 880 milioni di euro che il Governo ha stanziato nel Pnrr per la resilienza dell’agrosistema irriguo – ha proseguito – che si sommano al miliardo di euro di investimenti per il risparmio idrico e la lotta al dissesto idrogeologico già previsti nel Fondo di sviluppo e coesione e nelle scorse leggi di bilancio. La Puglia deve iniziare a lavorare per fare suoi finalmente questi finanziamenti e per non lasciare a bocca asciutta l’agricoltura locale”.
E ha concluso: “Nessuna delle opzioni alternative date dal Mipaaf per i reimpianti, infatti, può essere una realtà sostenibile senza una adeguata disponibilità di acqua. Neppure la coltivazione di mandorle, su cui è necessario permettere all’impresa agricola di scegliere liberamente quale varietà impiantare, in base al proprio business plan, dato che l’evidenza empirica ci dimostra che nessuna è stata compromessa dalla Xylella in Puglia”. 

Foto in apertura: l'estirpazione di un uliveto, credit Ansa

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