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martedì 27 aprile 2021


Nocciola, «Piano di settore» verso l’aggiornamento

Quella del nocciolo è una coltura che da qualche anno si sta fortemente sviluppando al di fuori delle quattro storiche regioni italiane di coltivazione (Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia). Ai mega progetti avviati da multinazionali dell'industria dolciaria come Ferrero e Loacker, si stanno aggiungendo altre iniziative di Organizzazioni di produttori, cooperative ed aziende private che scommettono sul futuro della coricoltura in nuovi areali produttivi come l’Emilia-Romagna, Lombardia, l’Abruzzo e non solo. Sono nate, nel frattempo, nuove cultivar come la Tonda Francescana che lasciano ben sperare tanti produttori. Un contesto in deciso cambiamento che occorre valutare anche alla luce dei mutamenti climatici degli ultimi anni e dell’avanzamento della coricoltura a livello mondiale.  

“La coltivazione del nocciolo in Italia si sta sviluppando in areali non storicamente vocati, soprattutto attraverso progetti privati. E’ quindi prioritario capire per bene quanti sono gli ettari coltivati nel nostro Paese, ma anche l’adattamento delle cultivar nelle nuove Regioni di produzione”, sottolinea a Italiafruit News Alberto Manzo, funzionario del Mipaaf che ha coordinato l’ultimo Tavolo tecnico sulla nocciola, tenutosi giovedì scorso in videoconferenza alla presenza di più di 50 esperti del comparto. 


Alberto Manzo

Lo scopo è di ripartire dal tavolo di filiera iniziato nel 2010 dove erano state evidenziate le criticità strutturali del settore, nonché le azioni prioritarie di intervento per il rilancio, predisponendo un “Piano del settore Corilicolo” contenente proposte sia tecniche che di politica comunitaria ed economica.

La riunione della scorsa settimana ha visto, in particolare, la nascita di tre gruppi di lavoro. “Il primo è dedicato a Commercializzazione, problematiche economiche e organizzative delle aziende, e sarà coordinato da Giampaolo Rubinaccio dell'Oi Italia Ortofrutta e dell'Op Il Guscio e da Nicoletta Ponchione della Fedagri Confcooperative - ci spiega il dirigente della Direzione generale della qualità agroalimentare del Mipaaf - Il secondo gruppo, che riguarda il tema Tecniche di produzione, ricerca, difesa e ambiente, è stato a sua volta suddiviso in quattro sotto-gruppi: Meccanizzazione, post raccolta, fonti rinnovabili e agricoltura digitale, coordinato da Danilo Monarco dell'Università della Tuscia; Tecniche colturali, miglioramento genetico e cambiamenti climatici, coordinato da Daniela Farinelli dell'Università di Perugia; Difesa e avversità, coordinato da Marco Scortichini e Roberto Rizzo del Crea; e infine Vocazionalità ambientale, paesaggio e scelte varietali, che avrà come coordinatore Valerio Cristofori dell'Università della Tuscia”.


Nuovi noccioleti 

"L'ultimo dei tre gruppi di lavoro - prosegue Manzo - fa riferimento a Marketing territoriale, valorizzazione e tracciabilità, con il ruolo di coordinamento che sarà svolto da Rosario D'Acunto, presidente dell'Associazione Nazionale Città della Nocciola e Pompeo Mascagna presidente dell'Op Assofrutti".

Ogni gruppo, ora, lavorerà in maniera autonoma e comunicherà al Mipaaf i propri dossier, in modo da poter elaborare un documento finale di aggiornamento al vecchio Piano del settore Corilicolo da sottoporre all'approvazione dalla Conferenza Stato-Regioni. "Mi auguro che tutto ciò possa essere fatto nel giro di tre mesi, ma ovviamente questo dipenderà dall'impegno e dalla voglia che ci metteranno i diversi gruppi di lavoro - conclude - L’aggiornamento del Piano di settore aiuterà le singole Regioni a livello di Psr, quindi nelle scelte di indirizzo dei fondi nazionali ed europei”.

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