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mercoledì 21 aprile 2021


«Senza turismo e Horeca in tanti rischiamo la chiusura»

La Sicilia è zona rossa e l'elevato numero di contagi rende quasi impossibile la "promozione" in fascia gialla prima di maggio. Questo significa che ristoranti e locali resteranno chiusi ancora per un po' con ripercussioni sull'intera filiera, dalla produzione all'ingrosso. Alberto Argano, presidente dei grossisti della Fedagro che operano al Mercato di Palermo parla chiaro: "Viviamo una situazione di emergenza continua e il bilancio è davvero pesante, con perdite di fatturati tra il 30 e il 50% nell'ultimo anno e varie aziende, tra cui quella del sottoscritto, a rischio chiusura".



Questo soprattutto perché "Palermo è una città che vive prevalentemente di attività collegate al turismo e il turismo è fermo da mesi, proprio come le attività della ristorazione, proprio come molti mercati rionali chiusi dal sindaco a causa dell'elevato numero di contagi che purtroppo caratterizza ancora oggi la nostra città".



Saracinesche abbassate e piazze vuote generano anche un effetto psicologico negativo, dice Argano: "I consumi sono bassi, la gente compra meno prodotti alimentari del solito. La conseguenza è che il mercato è fiacco sia per le primizie, come le albicocche siciliane, quotate tra 4 e 4,50 euro il chilo, sia per le produzioni a fine corsa, come carciofi, cavolfiori, agrumi, con i mandarini tardivi ormai terminati e le arance spagnole che non vanno oltre gli 80 centesimi/1 euro il chilo".



Listini sottotono anche per gli ortaggi della vicina Vittoria, dai pomodori alle melanzane nere e viola "i cui listini sono bassissimi", puntualizza il grossista palermitano. "Siamo in una fase di transizione, tra poco entreranno in scena le prime pesche noci ma, alla luce del quadro attuale, senza una grande fetta di clientela, è impossibile essere ottimisti. La situazione è molto pesante: speriamo che i contagi calino e la regione possa tornare in zona gialla, sarebbe una vitale boccata d'ossigeno. Sperando non sia troppo tardi...".

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