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lunedì 12 aprile 2021


Il lato «sporco» della serricoltura

Serre vista mare e dune di... plastica. Venerdì scorso Le Iene hanno riacceso i riflettori su un annoso problema: l'impatto della serricoltura sull'ambiente, o meglio gli effetti della cattiva gestione dei rifiuti nella fascia trasformata siciliana. Gaetano Pecoraro si è recato ad Acate (Ragusa) per documentare l'inquinamento del litorale, dove sono ammassati tanti, troppi, rifiuti agricoli: montagne di plastica, derivanti dall'attività serricola, che spuntano dalla sabbia e “macchiano” quella che sarebbe una costa da sogno.



La situazione non è certo nuova: come ricordato nel servizio del programma di Italia 1 (clicca qui per vederlo), nel 2017 la Procura della Repubblica di Ragusa aveva sequestrato diverse aree dichiarando il disastro ambientale. “Nel 2017 furono fatti i sequestri di queste aree demaniali – ha raccontato a Le Iene Fabio D’Anna, procuratore di Ragusa - Qualcuno ha bonificato l’area e attivato la procedura amministrativa che ha portato all’estinzione del reato, altri invece sostanzialmente non hanno fatto nulla”.



Nel suo tour tra le dune di plastica di Acate, Geatano Pecoraro è stato accompagnato da Riccardo Zingaro, ambientalista che si batte contro il degrado di questo angolo di Sicilia. L'attivista definisce questa zona una “piccola terra dei fuochi”. I rifiuti, spesso, vengono bruciati abusivamente nelle cosiddette “fumarole”, che rendono l'aria irrespirabile. La iena ha intervistato alcuni produttori, ma tutti negano di smaltire illegalmente i rifiuti. Eppure le montagna di plastica sono lì.



Il Comune di Acate aveva provato a bonificare la zona, ma i lavori non sarebbero stati portati a termine. Inoltre l'ex ministro all'Ambiente Sergio Costa, informato dalla consigliera regionale Stefania Campo (Movimento 5 Stelle), nel 2020 aveva scritto al governatore Nello Musumeci per avviare controlli e prendere provvedimenti. Ma ancora è tutto fermo. Tranne le dune di plastica che, a quanto pare, continuano a crescere.



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